Quando Cloverfield uscì nel 2008 fu un vero successo:  170 milioni di incassi a fronte di 25 di budget, terzo posto come miglior film dell’anno per Cahiers du Cinéma e quinto per il magazine Empire. Da allora, le voci circa la produzione di un sequel hanno cominciato a circolare ad intermittenza fino a che, improvvisamente, non è stato rilasciato a Gennaio il primo trailer di 10 Cloverfield Lane. Il film, definito da J.J. Abrams, produttore di entrambe le pellicole, “più un successore spirituale” che un vero e proprio sequel, si allontana notevolmente dal precedente per lo stile della messa in scena. Dan Trachtenberg, al suo primo lungometraggio dopo il successo del corto Portal: No Escape, rifugge la tecnica del found-footage in favore di un film dall’impostazione classica, trasformando quello che poteva essere l’ennesimo monster movie in un thriller psicologico ben architettato.

10 Cloverfield Lane si concentra su Michelle (Mary Elizabeth Winstead), una ragazza che, a seguito di un litigio con il fidanzato, fugge da New Orleans, ma si ritrova ben presto coinvolta in un incidente stradale.  Risvegliatasi in un misterioso bunker, la giovane viene informata da Howard (John Goodman), il proprietario del rifugio, che il mondo esterno è invivibile a causa di una indefinita minaccia, forse un attacco russo, un’arma batteriologica, o un’invasione aliena, che ha reso tossica l’aria.

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Sceneggiato da Josh Campbell e Matt Stuecken, insieme a Damien Chapelle (Whiplash), 10 Cloverfield Lane manda costantemente fuoristrada, spingendo il pubblico a chiedersi se i veri mostri siano fuori dal bunker o al suo interno, trasformando così il rifugio in una pericolosa e claustrofobica prigione, apparentemente senza vie di fuga. Trachtenberg costruisce una tensione palpabile, scaturita più che dall’azione, dai delicati e difficili equilibri tra i personaggi, sottolineata opportunamente con close ups e avvalendosi dell’azzeccata colonna sonora composta da Bear McCreary (Battlestar Galactica, Outlander). Il vero cuore del film, che si ispira alle atmosfere hitchockiane citando Notorious – L’Amante Perduta e Psycho, sono le performance dei tre attori principali, in particolare quella di Goodman nei panni di un antagonista inquietante ed enigmatico.

Chi andrà al cinema aspettandosi un monster movie o un esperienza simile a quella di Cloverfield, probabilmente resterà deluso, ma chi è alla ricerca di qualcosa di più, di un thriller vecchio stile ben congegnato, non potrà che apprezzare la pellicola, un debutto non da poco per Trachtenberg.

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Cinefila e telefilm dipendente, ha promesso di trovare qualcosa da scrivere su di sé, ma è rallentata dalla sua tendenza alla procrastinazione. Dicono che sia figlia unica, ma ha un cane.

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