Arrow 6×07: una generazione impaziente

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Sogno o son desta? La sesta stagione di Arrow è partita proprio con il turbo! Se la quarta e la quinta stagione avevano, in parte, deluso il fandom della serie, a causa di storyline banali e ovvie, la sesta stagione offre una struttura narrativa più organizzata, che permette di capire maggiormente l’evoluzione di ciascun personaggio. Dal ritorno a Star City, dopo i cinque anni trascorsi sull’isola, passando per le difficoltà da affrontare nella scelta tra la cosa giusta o sbagliata da fare, o la decisione di diventare il vigilante della propria città, fino ad arrivare a una piena consapevolezza non solo di sé stesso ma anche delle persone fidate che lo circondano, Oliver Queen, interpretato da un Stephen Amell forse un po’ più espressivo dopo ben sei anni, si trova nuovamente davanti a un bivio. Un bivio che consente ai fan d’identificarlo ancora una volta come il leader indiscusso.

Sullo sfondo del Giorno del Ringraziamento, da cui prende il titolo l’episodio di questa settimana (Thanksgiving), Oliver e il Team sono costretti a superare non pochi ostacoli. Primo tra tutti: il nostro sindaco viene arrestato, dall’agente dell’FBI che ormai noi tutti riteniamo insopportabile. L’agente Watson decide di arrestare Oliver proprio nel momento più sbagliato per Star City, dato che la cittadinanza deve approvare o meno il referendum indetto sui vigilanti. E con il proprio sindaco accusato di essere uno di loro, capite che la situazione non è propriamente idilliaca.

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I problemi arrivano sempre in coppia. Infatti, mentre Oliver è alle prese con l’FBI e la sua incarcerazione, una vecchia conoscenza torna in città per proseguire un suo piano vendicativo, non ancora ben identificato. Stiamo parlando di Cayden James, interpretato da uno stratosferico Michael Emerson, il cui obiettivo è quello di far esplodere una bomba in un luogo affollato, lo Starling Stadium. Non c’è pace per il Team. E sono proprio queste minacce costanti, che sembrano arrivare da tante direzioni come le frecce lanciate da Green Arrow, a far vivere l’episodio con una sensazione di adrenalina inarrestabile, nonostante la puntata sia praticamente priva di scene d’azioni (forse nei 40 minuti complessivi possiamo contarne al massimo una).

Sono proprio le interpretazioni del cast a rendere intensa e appassionante la puntata. Oltre al piccolo diverbio tra Felicity e Curtis, è toccante la forza e l’immedesimazione di Stephen Amell e David Ramsey nel corso della discussione tra i loro rispettivi personaggi, Oliver e John Diggle. L’attuale sindaco scopre che l’amico John ha un grave problema di salute, che mette in pericolo non solo lui ma anche il resto del team durante le loro incursioni sul campo. Diggle, dopo quanto accaduto la scorsa puntata, in cui aveva confessato ai propri amici (tranne Oliver e Felicity) di far uso di droghe per placare il suo tremolio fisico, inizia a disintossicarsi. Per tale motivo, Curtis, decide di aiutare l’amico, proponendogli un prototipo che possa calmare il suo problema. Sfortunatamente l’idea di Curtis peggiora solo l’infortunio di Diggle, tanto da farlo finire in ospedale, ed estendergli il danno al nervo anche alla schiena. Diggle non può affrontare Cayden, altrimenti l’handicap potrebbe ulteriormente peggiorare, fino a procurargli una paralisi totale. Ed è qui che gli showrunner ci mostrano con evidenza la grande evoluzione compiuta sul personaggio di Oliver nel corso di queste sei stagioni.

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Oliver ha deciso di abbandonare il ruolo da Green Arrow, per occuparsi del figlio William e svolgere un normale lavoro da sindaco. Fin dall’inizio della stagione ha cercato a tutti i costi di tenersi lontano dal costume e dalle sue amate frecce, ma ora, a causa del problema di Diggle, è costretto a indossarlo nuovamente. Una scelta che fa restare col fiato sospeso sia gli altri membri del team, sia i fan: il pericolo di indossare nuovamente i panni di Green Arrow è altissimo, considerando che l’agente Watson lo tiene d’occhio ora più che mai. A quanto pare Oliver non rimarrà nei panni del vigilante, ma continuerà ad esserlo almeno finché Diggle non avrà trovato una soluzione al suo nervo danneggiato. Alzi la mano chi non ha avuto un colpo al cuore quando abbiamo rivisto Oliver indossare quel celebre costume verde!

Occorre spendere due parole anche sul nuovo villain: Cayden James. Non sappiamo quale sia il suo scopo, perché è diventato una sorta di mentore per Black Siren, e cosa vuole dal Team Arrow. L’incontro tra Cayden e Oliver è una delle scene più magnetiche di questa puntata, oltre quella tra Diggle e Oliver, in quanto le interpretazioni dei due attori riescono ad attirare completamente l’attenzione degli spettatori. Le azioni di Cayden sono dettate da un sentimento di vendetta; vendetta per la perdita del proprio figlio, di cui incolpa Oliver. Nonostante ci siano pochi dettagli a disposizione per costruire la psicologia del suo personaggio, il villain si mostra come una figura affascinante e ambigua, tratti garantiti indubbiamente dalla recitazione di Emerson che, come ben sappiamo da Lost, ha una certa dote nell’interpretazione di antagonisti degni di nota.

E siccome l’episodio si chiama Thanksgiving, ovviamente doveva avere un lieto fine indimenticabile. Non vi sveleremo di cosa si tratta, per non rovinare la sorpresa a chi ancora non ha visto la puntata, ma vi assicuriamo gioia e felicità a volontà (se amate il personaggio). Ne parleremo comunque la prossima settimana, in occasione del recap della 4×08 😉

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About Author

Telefilm e Cinema addicted, è laureata in “Progettazione e Gestione di Eventi ed Imprese dell’Arte e dello Spettacolo” con una tesi che ripercorre le doti attoriali di Tom Hanks, evidenziando in particolare le sue sei interpretazioni in “Cloud Atlas”. Fa parte dello staff organizzativo del Florence Korea Film Fest e del Dragon Film Festival.

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