“Sti due regazzini semo io e mi’ fratello. Veniamo da una famiglia di circensi, tutta gente che si accoppiava tra de  loro, tanto che alla fine eravamo tutti mezzi parenti…”. A pronunciare queste parole è il Papero (Claudio Santamaria), protagonista senza gambe di Brutti e Cattivi, opera prima di Cosimo Gomez. Il Papero è sposato con Ballerina (Sara Serraiocco), bellissima donna senza braccia, perfetta per lui. Il Merda (Marco D’Amore), assistente rasta del Papero, è un po’ rallentato e non solo perché fa largo uso di marijuana. Infine c’è Plissé (Simoncino Martucci), affetto da nanismo, grande amante delle armi, seduttore di donne ma soprattutto di casseforti. L’escamotage classico è quello della rapina, il colpo della vita che permetterà a tutti di dimenticare elemosina e piccoli furti: così mentre il regista, con un passato da scenografo, esercita sui set scribacchia raccontini per passione, un giorno ne spedisce uno al Solinas e vince il primo premio. Quattro anni dopo vede la luce la dark comedy Brutti e Cattivi.

Nel termine anglosassone dark comedy si annida il concetto di grottesco, che si può tradurre ancora (non senza perdere qualche sfumatura) con il termine creepyIl mondo di Gomez è in effetti grottesco, abitato da personaggi cinici e spietati, creepy nel modo in cui vivono, nei loro comportamenti  molto prima che nell’aspetto fisico. Ma anche le disabilità da cui sono affetti sortiscono un risultato che va oltre all’effetto scenico:  fanno si che lo spettatore non approcci al disabile con imbarazzo o con terribili pensieri buonisti, questo perché è Gomez il primo a non farlo. Papero, Ballerina il Merda e Plissé sono dei tipacci, punto e basta. E il regista si diverte a maltrattarli, a farli fare del folle sesso acrobatico, a renderli cattivi e senza scrupoli. Tanti i rimandi e i richiami, esagerazioni ed eccessi tipici del pulp ad esempio, menefreghismo italiano e una certa sciatteria romana.

Il piccolo esordio di Gomez ha sicuramente dei limiti, colpi di testa non necessari o comunque non propriamente originali. Ma c’è da dire che Gomez si appassiona, si diverte nel creare la messa in scena molto prima della storia, il suo mondo folle e ricco di dettagli. Ed è nell’impronta dello scenografo, nei luoghi squallidi e nei piccoli particolari (i capelli del Papero, i vestiti del Merda) che ravvisiamo una cura e un amore che fa di questo film un film degno di nota. Come ha raccontato lo stesso Gomez, la sceneggiatura scritta era accompagnata da un progetto disegnato nato in contemporanea. I personaggi partoriti da Gomez sono dei perfetti protagonisti di una graphic novel,  ogni scena di Brutti e Cattivi è una tavola pregna di particolari (la cena di natale, la festa di Halloween) e riesce nell’impresa di creare un immaginario che resta impresso. Una Roma che è anche un luogo lontano e sconosciuto,  fatto di circhi e bellissime danzatrici senza braccia.

60%
60%

I personaggi partoriti da Gomez sono dei perfetti protagonisti di una graphic novel,  ogni scena di Brutti e Cattivi è una tavola pregna di particolari (la cena di natale, la festa di Halloween) e riesce nell’impresa di creare un immaginario che resta impresso.

  • Voto di Alice Catucci
    6
Share.

About Author

Leave A Reply