Cannes 2017: presentato il biopic Rodin di Jacques Doillon

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Con il biopic Rodin, il regista francese Jacques Doillon è alla sua terza partecipazione al Festival di Cannes. Infatti, nel 1979 era nella competizione ufficiale con il drama La Drôlesse e nel 1984 con un altro drama, La Pirate.

Con Vincent Lindon come protagonista, Rodin è il ventottesimo lungometraggio di Doillon e getta uno sguardo sulle dinamiche che si sono venute a creare quando il famoso scultore ha raggiunto la fama. In particolare, il film si concentra sul triangolo amoroso che si formò tra Rodin, l’amante Camille Claudel (Izïa Higelin) e la compagnia di una vita Rose (Séverine Caneele).

Uno dei temi principali di questo biopic è il linguaggio del corpo, strettamente connesso sia allo stile compositivo di Rodin sia al precedente film del regista (Mes Séances de Lutte, 2013). Per questo la storia è contornata dall’incredibile produzione artistica dello scultore che è stata presentata in quegli anni. Inoltre, un altro dei temi chiave che si possono notare nel film di Doillon è quello dell’importanza e della necessità del duro lavoro: infatti, in una delle lettere di Rodin indirizzate a Cézanne c’è scritto che “la bellezza si può trovare solo nel lavoro. Senza di esso, siamo finiti”.

Rodin è stato presentato alla stampa ieri sera, ma non ha ottenuto le reazioni sperate. Si dice anche che qualcuno ha urlato in sala qualcosa come “cinema vecchio”. Sarebbe il secondo biopic in concorso dopo Le Redoutable di Michel Hazanavicius sulla figura del regista Jean Luc Godard.

Comunque, qua sotto potete vedere il trailer:

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About Author

Laureato in "Progettazione e Gestione di Eventi e Imprese dell'Arte e dello Spettacolo" con una tesi sul percorso registico di Noah Baumbach e, in particolare, sull'aspetto fotografico del suo "Frances Ha". Adesso, specializzando in "Storia e Critica dello Spettacolo". Incline alla disperazione quando qualcuno pone la domanda "qual è il tuo film/regista/attore preferito?" perché la risposta sarebbe sempre la stessa, ovvero un banale "io vivo di cinema".

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