Nell’anno dei grandi scontri in costume, oltre le attese e le fazioni, si è consumato un conflitto più alto e interessante: se da una parte avevamo la religione, la mitologia, il potere delle icone nel cinecomic targato DC Batman V Superman, sulla riva opposta la Marvel sembra aver inscenato una guerra intestina tra Vendicatori per esprimere un concetto laico, distante dal sacro degli Dei, ovvero quello dell’ideologia che muove il pensiero, la coscienza, tutte le scelte insomma. Stabilito che l’ideologia è l’insieme di credenze e valori che orientano un gruppo sociale, capire e apprezzare la morale di Captain America: Civil War è estremamente semplice: un evento scatena le preoccupazioni dei supereroi, un errore umano che diventa la causa della spaccatura e fa riaffiorare bisogni personali altrettanto umani. Tony Stark/Iron Man vuole conservarsi per amore, Steve Rogers/Captain America lotta per amicizia, e già questo combina un dramma classico e credibile determinando fin dall’inizio la traccia del film e le scelte visive.

Il dinamismo di riprese di Anthony e Joe Russo si era fatto apprezzare anche in Winter Soldier, unico e riuscito tentativo di avvicinamento tra fumetto e cinema di genere, e qui ritorna con la stessa efficacia del capitolo precedente in una rincorsa forsennata di sequenze d’azione alternate a scene di respiro (forse le meno accattivanti). La macchina dei due registi si muove velocissima e sempre prossima agli attori, come fosse un elemento aggiunto alla lotta; questo gesto artistico non solo sottolinea il carattere “fisico” del conflitto, ma ribadisce un forte senso di umanità che lega ogni colpo sferrato a mani nude, spesso senza l’aiuto di armi o costumi. I combattimenti più spettacolari sono quelli ripresi ad altezza d’uomo, con lo sguardo fissato a terra e rivolto ai corpi dei protagonisti, a ricordarci che la rabbia colpisce al petto e non alla testa, al cuore e non alla mente. 

Messa da parte la serietà, il film si concede alcuni momenti comici, caratteristica consolidata dei prodotti Marvel, e introduce in maniera intelligente i nuovi personaggi, tra cui Peter Parker/Spider-Man nel ruolo che fu di Quicksilver in X-Men: Giorni di un futuro passato, ovvero il giullare, e Black Panther. L’ensemble funziona in una corale interpretazione della guerra tra ideologie diverse, forse spinta da motivazioni che non sembrano reggere l’epica delle aspettative ma che, alla pari del primo Avengers e Winter Soldier, disegna un quadro di gruppo complessivamente piacevole e di pieno intrattenimento. Contro ogni pronostico e all’ombra della religiosità DC, Captain America: Civil War rivela un’anima passionale che sceglie di agire, in nome di quei bisogni puramente fisici ed umani che reggono il mondo e di quelle battaglie destinate a spegnersi perché deboli o troppo insensate.

60%
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L’ensemble funziona in una corale interpretazione della guerra tra ideologie diverse, forse spinta da motivazioni che non sembrano reggere l’epica delle aspettative ma che, alla pari del primo Avengers e Winter Soldier, disegna un quadro di gruppo complessivamente piacevole e di pieno intrattenimento.

  • Voto di Cecilia Strazza
    6
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About Author

Co-fondatore e caporedattore di Vertigo24, editor per Everyeye, Cinefilos.it e Lifestar. Studiosa di cinema, vivo con un piede negli anni Ottanta di John Hughes e uno nel mondo di Sofia Coppola. Registi preferiti? Richard Linklater, Noah Baumbach, Denis Villeneuve, Spike Jonze, Nicolas Winding Refn.

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