Coco: l’incontro con i doppiatori

0

Nel cinema d’animazione il doppiaggio è fondamentale: in vista della prossima uscita nei cinema di Coco, ultimissima pellicola targata Disney-Pixar, abbiamo incontrato alcune delle voci italiane dei personaggi. Il cantante Michele Bravi, che si è occupato della parte musicale nel doppiaggio del protagonista Miguel, parla di una grande emozione: “Sento di avere una connessione speciale con questo film, così particolare e unico, per i temi che tratta. Lavorare con la Disney, di cui amo le meravigliose colonne sonore, è stato un sogno che si realizza. Durante le registrazioni ho pianto spesso per la commozione, e soprattutto mi è piaciuta la distinzione, che viene fatta nel film, fra musica che viene composta per il mondo e per la fama e musica che invece viene scritta per la famiglia, per le persone amate”.

A queste parole si aggiunge Matilda De Angelis (Veloce come il vento): “Anche a me sarebbe piaciuto avere una parta cantata, dal momento che ho cominciato come musicista e che lavorare con la Disney è stato un mio desiderio fin da bambina. Purtroppo non è stato possibile: il doppiaggio è più complesso di quanto sembri e io mi considero fortunata ad aver trovato questo personaggio, Tìa Victoria, che è molto diversa da me ma mi permette di usare la mia voce, troppo scura per i personaggi più giovani. Ad aiutarmi nelle registrazioni è stato Massimiliano Manfredi, che mi ha sostenuto moltissimo”.

Valentina Lodovini (Benvenuti al Sud) si è soffermata sul messaggio artistico ed emozionale del film: “Ho trovato molto bella la rappresentazione dei nostri cari defunti che, anche se non li possiamo vedere, ci fanno visita, continuano ad amarci. Il protagonista Miguel, anche se ama la sua famiglia, decide di sfidarla per coltivare il suo sogno di diventare musicista: ed è dura avere un sogno che ha a che fare col mondo dell’arte, infatti pochi di noi riescono a mantenercisi, ma vale la pena inseguire i propri obiettivi a qualsiasi costo, proprio come fa Miguel”.

Infine, il commento di Mara Maionchi“Ho avuto qualche riserva nell’intraprendere questo lavoro, soprattutto per quanto riguarda la parte cantata, perché il mio personaggio, la nonna di Miguel, è marginale ma è anche quella che dà il titolo alla storia ed è protagonista di un momento molto toccante. Era una grossa responsabilità, ma è andata meglio di quanto pensassi: di solito sono io, da discografica, a far cantare gli altri, stavolta invece gli altri hanno fatto cantare me”.

Share.

About Author

Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d’animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

Leave A Reply