Nel sempre più affollato universo cinematografico dei supereroi, Deadpool è arrivato come un’anomalia, e continua nella sua eccentricità con un secondo capitolo di gran lunga superiore al primo. Dimenticata la pesantezza dell’umorismo a tutti i costi, l’ansia di affermare la propria unicità rispetto ai “colleghi” Marvel e la necessità di una origin story che non scontentasse i fan, il mercenario Wade Wilson si getta in una nuova avventura con la consueta dose di follia.

In un momento complicato della sua vita personale, Deadpool (Ryan Reynolds) si ritrova ad aiutare Russell (Julian Dennison), un adolescente imbranato che è anche un mutante dai poteri incredibilmente distruttivi. Quando Russell viene preso di mira da Cable (Josh Brolin), un cyborg venuto dal futuro, il Mercenario Chiacchierone tenta di mettere insieme una super-squadra con l’aiuto dell’amico Weasel (T.J. Miller) e di Dopinder (Karan Soni), il suo tassista di fiducia. Al gruppo si uniscono soggetti interessanti come Bedlam (Terry Crews), Zeitgeist (Bill Skarsgard) e soprattutto Domino (Zazie Beets), l’eroina “fortunata”.

Del primo film ritroviamo Morena Baccarin nel ruolo di Vanessa, fidanzata di Wade, e Blind Al (Leslie Uggams), la sua coinquilina cieca, oltre ai due X-Men Colosso (Stefan Kapicic) e Testata Mutante Negasonica (Brianna Hildebrand).

La sensazione è quella di trovarsi di fronte a un onesto prodotto di intrattenimento, che finalmente ha trovato la sua dimensione dopo un esordio vacillante sotto le troppe pretese. A questo risultato contribuiscono le solide interpretazioni dei protagonisti: se Reynolds si conferma l’unica scelta possibile per interpretare Deadpool, spostare l’attenzione sui comprimari si è rivelata una scelta vincente, in particolare per quanto riguarda il sempre ottimo Josh Brolin e la nuova arrivata Zazie Beets.

Com’è ovvio, trattandosi di Deadpool, una grossa fetta del film si regge sul suo umorismo demenziale, fatto di battute di dubbio gusto e ripetute rotture della quarta parete. Ed è una comicità esilarante, anche brillante nei momenti migliori, come per esempio l’imperdibile scena bonus in coda al film. Ma non mancano i momenti sentimentali, a tratti persino commoventi. Il tutto, sapientemente amalgamato dal regista David Leitch (John Wick, Atomica Bionda) con le spettacolari scene d’azione, dà vita a un film coinvolgente ed equilibrato, che riesce a combinare bene il lato comico e quello serio. Proprio come la sua colonna sonora, che mescola hip hop e Céline Dion (consigliatissimo il videoclip di Ashes).

Insomma, Deadpool 2 funziona perché non punta tutto sul personaggio titolare, ma esalta anche il suo alter ego Wade Wilson, la sua umanità e i suoi rapporti con le persone che ha intorno. Deadpool può essere più che una semplice macchina sforna-battute, capace di rigenerarsi all’infinito; e questa pellicola ci dimostra quanto i supereroi siano più interessanti se non sono completamente invulnerabili.

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Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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