Fargo 3: la recensione della prima puntata

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Ѐ passato un anno dal gran finale della seconda stagione di Fargo e, per la felicità dei fan statunitensi, ieri sera su FX ha debuttato la terza stagione della fortunata serie, ispirata all’omonimo film dei fratelli Joel e Ethan Coen. Per vederla in italiano dovremo attendere l’8 Maggio, quando approderà su Sky Atlantic, ma nel frattempo, grazie al primo episodio intitolato The Law of Vacant Places, ci siamo fatti un’idea di ciò che ci aspetta.

1988, Germania Est: un uomo viene accusato, forse ingiustamente, di aver assassinato una donna che dichiara di non conoscere. Con un salto in avanti di 22 anni ci ritroviamo nel solito Minnesota innevato á la Fargo, teatro di vecchi rancori fra i due fratelli Stussy, Emmitt e Ray, entrambi interpretati da Ewan McGregor (Trainspotting, Star Wars). Sebbene siano gemelli, i due sono molto diversi: le loro vite hanno preso strade separate anni prima, al momento di spartirsi l’eredità paterna, e mentre Emmitt è diventato un uomo d’affari di successo, Ray è un umile agente di custodia che porta avanti una relazione con Nikki, una donna in libertà vigilata interpretata da Mary Elizabeth Winstead (Grindhouse, Die Hard).

Convinto di essere stato defraudato dal fratello, Ray decide di servirsi di uno dei criminali che dovrebbe sorvegliare per riequilibrare la situazione, ma qualcosa va storto e nella piccola faida familiare viene coinvolta Carrie Coon (Gone Girl, The Leftovers) nel ruolo di Gloria, madre divorziata e capo della polizia di Eden Valley.

Scritto e diretto da Noah Hawley, The Law of Vacant Places è in generale un buon episodio, che cattura in particolare nella seconda metà, quando l’azione entra nel vivo e soprattutto quando l’attenzione si focalizza sulle protagoniste femminili, la giocatrice d’azzardo Nikki e Gloria, l’ufficiale di polizia.

D’altra parte la presenza di figure femminili forti è una delle caratteristiche ricorrenti in Fargo. Combinata con altri fattori che ci sono familiari dalle stagioni precedenti, però, lascia una forte sensazione di dejà-vu. Per essere l’incipit di una stagione che, potenzialmente, potrebbe separarsi completamente dalle altre e correre qualche rischio, questa prima puntata sembra ricalcarne fin troppo fedelmente moltissimi aspetti. Forse per placare i dubbi di chi teme un allontanamento dai punti di forza di Fargo: il conflitto familiare, la violenza casuale, accidentale o comunque tragicomica, l’amoralità, l’ombra incombente di un’organizzazione misteriosa, in questo caso incarnata dall’ottimo quanto inquietante David Thewlis (Harry Potter, Sette Anni in Tibet) nei panni di Varga.

Si tratta di un esordio meno avvincente rispetto a quelli delle prime due stagioni, ma che comunque si fa apprezzare per la qualità del cast, la caratterizzazione dei personaggi, l’immancabile colonna sonora di Jeff Russo e gli altrettanto immancabili momenti di violenza creativa. Interessante anche la comparsa, in una scena, di alcuni romanzi di fantascienza che lasciano supporre un possibile collegamento al tema degli UFO, trattato in modo un po’ superficiale nella scorsa stagione. In ogni caso è un buon inizio, che fa ben sperare per i prossimi nove episodi. Buona visione!

https://www.youtube.com/watch?v=bm-5HwIR7hM

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About Author

Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d’animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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