Il primo Fast & Furious senza Paul Walker (l’ottavo del franchise) si apre sornione nell’atmosfera calda e passionale dell’Avana: sole, spiagge, belle donne e, ovviamente, automobili, vengono inquadrati con il solito montaggio ammiccante a suon di musica tamarra, marchio di fabbrica della serie diventata ormai appuntamento cinematografico irrinunciabile per il grande pubblico. Nel tentativo di colmare il vuoto sentimentale lasciato dall’attore – scomparso durante le riprese del settimo capitolo – la produzione guidata da Vin Diesel sembra aver alzato ulteriormente l’asticella dello spettacolo, commissionando al nuovo regista F. Gary Gray, l’afroamericano dietro i buonissimi Straight Outta Compton e The Italian Job, sequenze d’azione cittadine e una tra i ghiacci dall’impatto come al solito dirompente. Senza però tradire l’anima del franchise, inverosimile quando scende in strada e fa esplodere ogni cosa, sensibile quando ribadisce un’idea di famiglia vecchio stampo legata al senso della comunità e della lealtà, vero fiore all’occhiello della saga.

Nella svolta più dark della sua storia, Fast & Furious 8 mette in scena un tradimento, quello di Dominic Toretto ai danni della squadra composta da Luke Hobbs, Letty Ortiz e gli altri, diventato agente speciale sotto ricatto della spietata hacker Cipher, la bionda seducente interpretata da Charlize Theron che stravolge i sistemi informatici mondiali su un aereo fantasma. Non mancano quindi le novità, sia in termini di narrazione, con la sceneggiatura di Chris Morgan ingarbugliata in plot twist da soap opera ma non per questo meno divertenti, anzi, che nei nuovi inserimenti del cast; la già citata Theron migra da una Furiosa ad un Furious con la stessa grazia e bellezza mentre Helen Mirren, dame improbabile tra maschi alfa, è l’ennesimo incastro di un sistema perfetto. Meriterebbero invece uno spin-off Dwayne Johnson e Jason Statham, eroi con macchia e senza superpoteri che grazie alla loro prestante fisicità regalano al film i momenti migliori in un’escalation di battute e scazzottate. Unite questi elementi ad una macchina produttiva ben oliata, e avrete un successo assicurato.

65%
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Awesome

La produzione guidata da Vin Diesel sembra aver alzato ulteriormente l’asticella dello spettacolo, commissionando al nuovo regista F. Gary Gray sequenze d’azione cittadine e una tra i ghiacci dall’impatto come al solito dirompente.

  • Voto di Cecilia Strazza
    6.5
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About Author

Co-fondatore e caporedattore di Vertigo24, editor per Everyeye, Cinefilos.it e Lifestar. Studiosa di cinema, vivo con un piede negli anni Ottanta di John Hughes e uno nel mondo di Sofia Coppola. Registi preferiti? Richard Linklater, Noah Baumbach, Denis Villeneuve, Spike Jonze, Nicolas Winding Refn.

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