In tv va di moda il vintage. O meglio, ultimamente va di moda il citazionismo, che se usato bene prende la forma di un sincero omaggio, ma a volte sfiora il limite del plagio. La serie Future Man questo limite non solo l’ha superato, ha pure fatto retromarcia per assicurarsi di schiacciarlo per bene.

La storia è quella di Josh Futurman, frustrato addetto alle pulizie in un laboratorio farmaceutico che trova sollievo alla sua deprimente vita immergendosi in Biotic Wars, un videogioco sparatutto. Quello che per Josh è un momento di evasione si trasforma in qualcosa di molto reale quando completa l’imbattibile ultimo livello: all’improvviso Tiger e Wolf, i personaggi del gioco, si materializzano davanti a lui. I due affermano di venire dal futuro e di aver usato il gioco per selezionare combattenti che li aiutino a salvare il mondo.

Josh inizia così una serie di avventure a spasso nel tempo di cui non ci interessa assolutamente nulla, perché ci siamo addormentati a metà puntata. Non c’è proprio niente di salvabile in questo pilot. La trama di una prevedibilità quasi offensiva, le idee di quarta mano, i dialoghi inconsistenti: di fronte a tutto questo, come mai i realizzatori della serie non si sono chiesti, proprio come Josh, “come mi sono ridotto così”?

 

L’aspetto più fantascientifico di Future Man è che sia distribuita da Hulu, che per intenderci è la stessa che ha sfornato capolavori come The Handmaids Tale. In teoria dovrebbe essere una commedia, e conta fra i produttori esecutivi il celebre comico Seth Rogen, ma in realtà c’è ben poco da ridere. L’unico personaggio genuinamente divertente ma anche, ahinoi, assai marginale, è quello interpretato da Keith David (Platoon, Cloud Atlas), ovvero il dottor Kronish, inconsapevole e benintenzionato creatore del virus che potrebbe distruggere l’umanità. Il resto è una sequela di imbarazzanti gag, affidate per lo più a Derek Wilson e Eliza Coupe (Scrubs, Quantico) che fanno del loro meglio, rispettivamente nei panni di Wolf e Tiger, ma non riescono a salvare una sceneggiatura che si regge su umorismo becero e violenza gratuita, estrema anche se demenziale.

C’è poi la questione del protagonista Josh Hutcherson, che passa dalla saga cinematografica di Hunger Games a questo pasticcio televisivo, e in effetti non sembra molto a suo agio nella parte. Forse per il sospetto di aver sabotato la propria carriera. Il debutto di Future Man lascia con l’amaro in bocca: parla di qualcuno che vuole evadere dalla triste realtà, ma se l’alternativa è Future Man, non vale la pena di evadere.

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Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d’animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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