Si rinnova l’appuntamento al cinema con i Guardiani della Galassia, in seguito allo stratosferico successo del primo film arrivato come un fulmine a ciel sereno, dato anche il quasi totale anonimato dei suoi personaggi – eccezion fatta per gli amanti dei fumetti  – che ha confermato il talento visivo di James Gunn applicato però all’Universo Cinematografico Marvel, mai così colorato, pop, e divertente allo stesso tempo. Buona parte del successo della prima pellicola era dovuta anche all’inserimento di una colonna sonora da brividi, quella Awesome Mix che mixava egregiamente Blue Swede, Jackson 5, Runaways e David Bowie. Era quindi lecito aspettarsi un seguito quantomeno all’altezza, e le aspettative del pubblico e degli appassionati di buona musica non saranno tradite da questa Awesome Mix Vol. 2.

Si parte in quarta con Mr. Blue Sky degli E.L.O. (già carta vincente in Eternal Sunshine of the Spotless Mind) e Fox on the Run degli Sweet (utilizzata già nel primo spettacolare trailer), per poi concedersi un’allegra e malinconica pausa tra le note di Skip Haynes e della sua band Aliotta Haynes Jeremiah con Lake Shore Drive, tratta dall’omonimo album del 1971. Giusto il tempo per rientrare nel mood galattico e immergersi nel rock più classico dei Fleetwood Mac, con quella The Chain ormai entrata di diritto tra le pietre miliari del genere e con un giro di basso tra i più riconoscibili della storia della musica. Dagli anni Settanta retrocediamo un momento all’inizio dei Sixties e alle atmosfere soul di Bring It On Home to Me di Sam Cooke, perfette per smaltire la sbornia rock precedente, e che continuano nella loro leggerezza country rock con la voce di Glen Campbell e della sua Southern Nights (hit che arrivò al no.1 in classifica nel 1975), che ci riporta ai ricordi felici dell’infanzia. Conoscendo Gunn non era difficile immaginarsi per quale Beatle facesse il tifo, la scelta era ovvia: George Harrison, il mix perfetto tra timidezza, aggressività rock, spiritualità e spensieratezza. La sua controversa My Sweet Love, arrivata lo stesso anno dello scioglimento dei quattro di Liverpool, è l’intermezzo perfetto per immergerci d’un fiato nella seconda parte del Mix e le sue venature mistiche ci ricordano che stiamo attraversando una galassia dai contorni infiniti, popolata da dei e re.

Le liriche di Elliot Lurie e dei suoi Looking Glass ci riportano per un attimo alle atmosfere del primo Mix, con quel suo spirito funky rock molto soft, senza orpelli e con un solo obiettivo, scuotere la carne degli ascoltatori. Potremmo viaggiare a bordo della Milano per sempre sulle note dei Jay and the Americans e della loro Come a Little Bit Closer, salvo poi concederci una deviazione passionale sullo sfondo di Wham Bam dei Silver, chiudere gli occhi, aprirli, e ritrovare quelli della nostra cotta del liceo e da lì perdersi per sempre. Ovviamente Gunn non ci fa adagiare sugli allori, allora ecco che arrivano i Cheap Trick a rimescolare le carte e a farci sorpassare in volata i Seventies, sbirciando delicatamente fuori dal finestrino (siamo nel 1978) e, insieme a loro, la scheggia impazzita di questo (davvero Awesome) Mix: Cat Stevens, che incornicia da 47 anni a questa parte il momento padre-figlio perfetto. La zampata finale, a suon di funky e R&B la danno però i Parliament che, così come i Jackson 5 condivano la danza di Baby Groot, con Flash Light ci salutano e ci danno appuntamento al prossimo Awesome Mix – non prima però di aver ascoltato quel mattacchione di Gunn stesso servirsi della voce dello sfacciato David Hasselhoff per l’elettro dance pop di Guardians Inferno!

Insomma, dopo un’abbondante scorpacciata di musica non si può che rimanere ancora una volta colpiti dalle sottili scelte musicali di un regista, che ci fa immergere veramente nel suo mondo; un trip a cavallo tra anni Sessanta e Settanta confezionato alla perfezione insieme all’aiuto del supervisore Dave Jordan, godibile e che non schiaccia mai eccessivamente sul pedale dei cliché.

 

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Redattore e critico cinematografico per Vertigo24, mi trovate anche su Sentireascoltare.com e su Longtake.it

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