Helen Mirren è a un punto della sua carriera in cui si è guadagnata il diritto di fare quello che vuole: e infatti si cimenta con un genere per lei nuovo, il thriller sovrannaturale, recitando nel film La Vedova Winchester. Ma l’interpretazione dell’attrice, premio Oscar per The Queen, è uno dei pochi punti di forza di una pellicola che ha tante debolezze.

Fin dall’inizio l’attenzione si concentra su Eric Price, psichiatra in crisi dipendente dal laudano, interpretato da Jason Clarke (Everest, Zero Dark Thirty). È lo sguardo clinico del dottor Price a guidarci alla scoperta di una villa enorme e labirintica, con centinaia di stanze su vari livelli, porte e corridoi che non conducono a nulla, iscrizioni e simboli misteriosi. Artefice di questa stravaganza è Sarah, vedova di William Winchester ed erede dell’omonimo impero delle armi da fuoco. Annebbiato dai propri demoni e dall’atmosfera straniante della casa, Price dovrà stabilire se la vedova abbia perso il senno, sprofondata nella sua convinzione di essere perseguitata dai fantasmi, o se invece sia perfettamente sana di mente.

Diretto da Michael e Peter Spierig (Saw – Legacy, Predestination), il film prende spunto dalla storia vera della Winchester Mistery House, situata a San Josè, in California. L’edificio subì davvero una continua e barocca espansione, ininterrotta per più di trent’anni, allo scopo di ospitare le anime di persone uccise dalle armi Winchester. Ma la sceneggiatura di Tom Vaughan non riesce a sfruttare appieno il fascino di una storia che ha le sue radici nella realtà.

La casa è sì la vera protagonista, ma è una protagonista sacrificata, alla quale vengono concesse, per così dire, poche battute. Non bastano riferimenti storici come il famoso terremoto del 1906 per farci percepire un solido collegamento con eventi realmente accaduti. Lo stile da storia di fantasmi edoardiana, sostenuto da costumi e scenografie impeccabili, è l’elemento di maggiore fascino. Qualcosa di molto diverso dall’horror moderno, come testimoniano una manciata di jumpscare vecchio stile e l’uso di grandi classici del genere: su tutti, ricordiamo il cliché del bambino posseduto, che qui ha il volto di un talentuoso Finn Scicluna-O’Prey. Niente che possa smuovere un appassionato di cinema dell’orrore, ma abbastanza per strappare un brivido a tutti gli altri.

Un approccio più psicologico sarebbe stato certo interessante, soprattutto considerato che il protagonista è un analista. Il contrasto fra razionalità e fede è invece appena accennato, e troppo presto lo spettatore capisce da che parte penderà la bilancia. La prevedibilità della trama non impedisce di apprezzare il cast: se la Mirren giganteggia nei panni, rigorosamente neri, della vedova, anche Sarah Snook (The Glass Castle, Steve Jobs) si fa onore nel ruolo della nipote Marion. Dal canto suo, Jason Clarke restituisce un dottor Price credibile nonostante la caratterizzazione piuttosto stereotipata.

Un film complessivamente piacevole, quindi, che però non mantiene del tutto la promessa iniziale, lasciandoci leggermente insoddisfatti per l’occasione mancata.

La Vedova Winchester uscirà nelle sale italiane il prossimo giovedì 22 Febbraio.

 

 

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Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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