Le regole del delitto perfetto: il recap della 4×03

0

Allacciate le cinture perché questo è uno di quegli episodi che tutti i fan di Le regole del delitto perfetto hanno imparato a conoscere e a temere. Già dal caso di puntata si capisce che ci sarà da strapparsi i capelli: Annalise deve far scagionare un ex membro di una gang con la faccia piena di tatuaggi cattivissimi, in carcere da dodici anni, perché ingiustamente accusato di aver ucciso la fidanzata. Come ci è finita la Keating a difendere questo caso umano? Facile: non avendo nulla di meglio da fare ed essendosi fissata sulla difesa di oppressi e diseredati, ha deciso di unirsi a uno studio di avvocati che aiutano gratuitamente chi non si può permettere niente di meglio.

Durante il processo succede di tutto e di più. Nate e Bonnie chiedono a Oliver di hackerare il cellulare di Annalise e il poverino, essendo #povero, accetta; Annalise rischia di perdere il caso e per sfogarsi a momenti prende a pizze in faccia Bonnie; alla fine riesce a vincere la causa, ma solo screditando una collega dello studio pro-bono, e poi mette le mani addosso pure a lei. Più che un processo è una rissa continua; si vede che l’astinenza dagli alcolici scatena la wrestler che è in Annalise. Viene da chiedersi, com’è che questa donna da quando è in analisi è sempre più fuori di testa? Isaac evidentemente inizia a farsi due conti e la affronta, dicendole chiaro e tondo che le sue iniziative alla Robin Hood non sono frutto di buon cuore, ma di senso di colpa, e che finirà solo per farsi male. O, visti i precedenti, per ammazzare qualcuno. Un cadavere già lo abbiamo: Annalise viene infatti a sapere che la sua ex cliente, nonché compagna di cella, Jasmine, è morta per overdose come aveva previsto.

Intanto Connor, che ha mollato la facoltà di legge, passa il suo tempo buttando via soldi negli strip club come fossero noccioline, scortato da Asher che è sempre più preoccupato per lui. Dopo che un tentativo di intervento degli amici (più Frank), che inutilmente cercano di farlo rinsavire, per Connor arriva la resa dei conti sotto forma dei suoi due padri, che vanno a trovarlo, preoccupati non a torto per il pargolo e soprattutto per le loro finanze. Non è da escludere che la loro presenza nella prossima puntata possa fare un po’ di luce sulla “tragic backstory” di Connor.

Michaela, intanto, supera brillantemente il primo scoglio del suo stage alla Caplan & Gold battendo l’odiato Simon in una specie di Trivial Pursuit per aspiranti avvocati. L’ambiente lavorativo stimolante (si lo so, è un po’ fantasy questa parte della puntata) la porta ad avvicinarsi all’avvocato che si occupa della Antares, ovvero la compagnia di papà Castillo; segno che si è decisa ad aiutare Laurel nelle sue indagini sulle malefatte del padre.

Occhi aperti per il flashforward finale a due mesi dopo: in ospedale, Isaac crede di aver trovato Annalise davanti alla nursery, invece è Michaela, sporca di sangue, convinta che “lui”, non si sa chi, sia morto. Chi sarà lui? La nursery sembra suggerire che si parli del bambino di Laurel, ma potrebbe essere troppo scontato. Certo è che, se si tratta di Asher, Shonda la andranno a cercare a casa con torce e forconi. Interessante comunque il fraintendimento di Isaac, che scambia la ragazza per Annalise: Michaela ha desiderato per molto tempo essere come la sua mentore, e forse è stata esaudita, ma non nel modo che si aspettava. Al prossimo Shondadì!

Share.

About Author

Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

Leave A Reply