Bentornati nel magico mondo di Shondaland, dove fioccano cadaveri ed è impossibile ottenere l’avvocatura se non si hanno almeno sei crimini al proprio attivo.

Il finale di metà stagione ci aveva lasciati col fiato sospeso: i Keating’s Four avevano appena spinto Simon al suicidio involontario e Annalise tentava disperatamente di rianimare il bambino di Laurel, nato prematuramente nel peggior momento possibile. Fin da piccolo si dimostra quindi una fonte di problemi come il padre. E sì, non ci sono più dubbi che suo padre sia Wes. Il neonato finisce in terapia intensiva, ma se la cava: Annalise tira un sospiro di sollievo, e noi con lei. Purtroppo però il dramma è sempre dietro l’angolo e si presenta sotto forma di Jorge Castillo.

Il padre di Laurel, ora neo-nonno, si presenta in ospedale per portarsi via il nuovo nipotino. Perciò la povera Laurel, appena sveglia, scopre di essere stata dichiarata inadatta alla custodia del figlio: suo padre, infatti, l’ha accusata di avere disturbi mentali e fare uso di droghe. La scoperta spiega la sua reazione isterica nei vari flashforward delle scorse puntate.

In realtà, meglio specificarlo, tutto l’episodio è una spiegazione dei pezzi di flashforward che ancora ci mancavano. Per esempio, la scena di Annalise devastata sotto la doccia è dovuta al fatto che non è riuscita a impedire il trasferimento del bambino, rivivendo il trauma di aver perso suo figlio. Mentre la convinzione di Michaela che il bebè fosse morto è colpa di Connor, che glielo lascia credere in un momento di rabbia per aver coinvolto Oliver nei suoi piani. Connor si conferma quindi il villain più convincente della serie.

E la presenza di Isaac in ospedale? Salta fuori che è stata Annalise a chiedere (o meglio, pretendere tramite ricatto) l’assistenza professionale del suo analista, in modo da dimostrare la sanità mentale di Laurel. Da tutto questo possiamo dedurre che l’obiettivo dei nostri eroi, in questa seconda metà di stagione, sarà recuperare il bambino. Sappiamo che il signor Castillo non teneva particolarmente a Wes, anzi, l’ha fatto assassinare dal suo scagnozzo Dominic, quindi perché dovrebbe avere tanto a cuore le sorti del neonato? È molto probabile che sempre Dominic gli abbia rivelato sia che Laurel portava avanti la gravidanza, sia dei suoi piani contro la Antares: il bambino dunque sarebbe una sorta di assicurazione contro di lei.

E a proposito di Antares, ricorderete che il furto dei dati alla Caplan & Gold era finito con uno sparo e Asher arrestato. Si riprende da dove eravamo rimasti: Oliver e Michaela, davanti alle domande della polizia, fanno fronte comune e danno la colpa di tutto al povero Simon, mentre Connor chiede aiuto a Nate e Bonnie per ottenere il rilascio di Asher. Fra l’altro Nate e Bonnie hanno una relazione di cui al momento non vogliamo sapere nulla. Finalmente riuniti, i quattro (Michaela, Asher, Connor e Oliver) corrono all’ospedale in cui si trova Laurel ma, una volta lì, ricevono una brutta notizia: Simon non è morto, ma “solo” in coma. Vedendo il disappunto degli altri, Oliver si rende conto ancora una volta di frequentare il giro sbagliato e fa una scenata. Magari doveva pensarci prima di  farsi coinvolgere in un progetto di spionaggio. È a questo punto che arriva Annalise, che con un “Non imparate mai” piuttosto paternalistico fa capire che ancora una volta dovrà essere lei a salvare capra e cavoli.

Ricapitolando: Simon potrebbe svegliarsi e sbugiardare tutti da un momento all’altro, e anche se non lo facesse lui potrebbe pensarci Teagan, che sospetta della sua amata stagista Michaela. Asher è sospettato di avere qualcosa a che fare con il “suicidio” di Simon. Infine, non è più possibile usare il drive rubato della Antares come merce di scambio per riavere il bimbo di Laurel, perché è stato rubato da chissà chi. Come bonus, il colpo di scena finale: Frank ha ucciso Dominic, e nel suo cellulare ha trovato un messaggio di Wes.

Riusciranno i nostri eroi a scagionare Asher, riabilitare Laurel e magari anche a laurearsi? Ma soprattutto, scopriremo come fa Wes a incasinare sempre tutto pure da morto? Dopo otto episodi mediamente deludenti, sembra che in Le regole del delitto perfetto sia tornata una scintilla di interesse. Ma per esserne sicuri, attendiamo la prossima puntata.

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Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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