Le regole del delitto perfetto: il recap della 4×12

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Ricorderete che la scorsa puntata si chiudeva con Isaac che, distrutto dalle nuove accuse di omicidio, riprendeva a drogarsi. Stavolta si riparte con un flashback in cui ci viene svelato in che modo il nostro strizzacervelli si sia procurato una dose, ovvero andando dal paninaro e ordinando hamburger e patatine. Questa scena si rivela quindi una magistrale combinazione di scarsa plausibilità e irrilevanza ai fini della trama. Sorvoliamo.

In generale Isaac è protagonista di questo episodio, visto che Annalise si offre di aiutarlo sia con le accuse di aver ucciso la figlia Stella, che con la sua dipendenza. La Keating prende molto sul serio il suo ruolo da sponsor anti-droga, e considera un suo sacro dovere assicurarsi che Isaac faccia colazione, perché si sa, dal saltare la colazione a farsi di eroina è un attimo. Addirittura, quando lei non c’è, il terapista arriva a mandarle fotografie del suo piatto di pancake e bacon, come le ragazzine che mettono le foto del cibo su Instagram.

Grazie a Bonnie, sempre infiltrata nell’ufficio del procuratore Denver, Annalise riesce a mettere le mani sul fascicolo di Isaac e a scoprire i dettagli della morte di Stella, che si era uccisa proprio con la droga del padre. L’intromissione di Bonnie, però, non passa inosservata: un collega capisce che lavora ancora per la Keating, e spinge per mettere Isaac sotto accusa. A questo punto, per Bonnie, l’unica opzione è farsi avanti ricattando Denver: se non lascerà in pace Isaac, le registrazioni che svelano i suoi traffici con la Antares saranno rese pubbliche.

La mossa funziona, ma Isaac è ormai fuori controllo. Strafatto, fa delle avance a Annalise, la quale non trova miglior soluzione che contattare Jacqueline, ex moglie di Isaac e madre di Stella, e dirle della ricaduta. Non è più chiaro se sia Annalise a tirar fuori il peggio dalle persone, o se sia afflitta da sfortuna cronica e per questo incontri esclusivamente delinquenti, disadattati e gente con traumi vari. Dà da pensare.

Una conseguenza di tutto ciò è che Bonnie, che avendo minacciato Denver ora teme per la sua incolumità, è costretta a chiedere a Frank di tornare a vivere con lei. Lui però ha il suo bel da fare con le indagini sulla madre di Laurel, che da parte sua continua a trattarlo con una certa freddezza. Dopo vari incontri imbarazzanti con la ex signora Castillo, anche in ospedale durante una visita al bambino, che Laurel ha deciso di chiamare Christopher, Frank ancora non ha scoperto nulla di utile e decide di prendere il toro per le corna: mostra a Sandrine la foto del suo incontro con Wes e le chiede spiegazioni. Che pessima idea. Questa scivolata da parte di Frank non ce l’aspettavamo.

Nel frattempo, la class action di Annalise sembra arrivata finalmente alla prova del nove. I Keating Five, riuniti ora che anche Laurel è tornata in pista, hanno preparato il materiale da presentare alla corte, e Annalise si presenta in tribunale con una certa baldanza. Ma ecco arrivare l’intoppo: l’ufficio del procuratore entra a gamba tesa e manda la class action in corner, ovvero alla Corte Suprema della Pennsylvania. Costretta a portare la causa davanti a un’autorità parecchio superiore al tribunale in cui è cliente abituale, Annalise si vede chiudere in faccia tutte le porte: la class action viene rifiutata, e l’unico risultato è stato ristabilire un rapporto fra Nate e suo padre, l’ergastolano.

Chiuso il capitolo class action, i ragazzi fanno altri progetti, in particolare Connor che vuole riprendere gli studi di legge e che rinnova la proposta di matrimonio a Oliver. Ma Michaela non ci sta, e propone ad Annalise una soluzione: portare la class action alla Corte Suprema degli Stati Uniti, con l’aiuto di una persona molto potente. Questa persona è nientepopodimenoché Olivia Pope, la protagonista di Scandal. Interessata, Annalise assiste a una sua lezione intitolata How to Survive a Scandal. È l’annuncio dell’attesissimo crossover che vedremo la prossima settimana, due puntate in cui i mondi di Scandal e di Le regole del delitto perfetto entreranno in collisione. Non vediamo l’ora.

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About Author

Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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