Il nome di Michel Gondry è diventato una sorta di marchio: quando si parla di lui immediatamente viene in mente un tipo preciso di cinema che è quello delle sfumature paradossali, tendenti al fantastico, dai risvolti spesso tragici. Si pensa ad esempio all’ultimo suo film distribuito in Italia, quel Mood Indigo che aveva fatto esaltare pubblico e critica per la dose massiccia di surreale. Stupisce, quindi, trovarsi ora di fronte ad un prodotto così piccolo e minimalista come Microbe & Gasoline che sembra essere uscito da uno di quei festival indipendenti per la sua semplicità di contenuto e forma. Niente sfocia nell’impossibile in questo film che si limita solo a stare sulla linea del verosimile quando decide di mettere in scena la storia di due ragazzini che costruiscono una casa/automobile per attraversare la Francia.

La trama ricorda l’avventura epica vissuta dal protagonista di Una Storia Vera di David Lynch, mentre l’esuberanza dei due ragazzi riporta sullo schermo il temperamento dei personaggi di Truffaut, ma sta di fatto che questo Gondry inedito trova un suo stile per affrontare il delicato inizio dell’adolescenza. E lo fa in maniera simpatica, giocosa, semplice, mai pedante anche quando tenta di sollevare temi sociali forse un po’ troppo forzatamente inseriti nell’intreccio. A livello narrativo di fatto è inutile marcare la corrispondeza con la situazione rom, oppure la controtendenza dei giovani ribelli di non usare la tecnologia, ma alcune di queste scelte sono esplicitamente metaforiche e volutamente sottolineate per porle all’attenzione di un pubblico di non solo adulti. Infatti questo (forse uno dei pochi casi della filmografia dell’autore) è un prodotto destinato anche ai più piccoli che potranno godere del fascino dell’avventura, mentre agli adulti è richiesto lo sforzo della riscoperta della leggerezza, un fattore che non viene mai abbandonato durante tutto l’arco narrativo che trova tempo anche per qualche sana risata vecchio stile. 

70%
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Un prodotto destinato anche ai più piccoli che potranno godere del fascino dell’avventura, mentre agli adulti è richiesto lo sforzo della riscoperta della leggerezza, un fattore che non viene mai abbandonato durante tutto l'arco narrativo che trova tempo anche per qualche sana risata vecchio stile.

  • Voto di Martina Ponziani
    7
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Il suo cinema del cuore è quello che sta tra Margot Tenenbaum e Frances Ha. Una volta ha anche provato a vedere un cinecomic, ma è una cosa divertente che non farà mai più

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