L’estate, salvo poche fortunate eccezioni, è tempo di magra per le serie tv.

Midnight, Texas non è la cosa peggiore che sia approdata in televisione questo periodo, ma ciò che offre è un’oretta di intrattenimento blando e senza impegno, nulla di più. Finita la puntata, nella mente dello spettatore resta poco o niente della minuscola cittadina texana infestata da creature sovrannaturali.

François Arnaud (I Borgia) è Manfred, un medium non particolarmente competente di origini gitane che, nella sua fuga da misteriosi creditori, trova rifugio a Midnight, un paese sperduto nel deserto del Texas. Scoprirà ben presto di essere caduto dalla padella alla brace. Midnight è una sorta di faro per tutto ciò che è sovrannaturale, ed entrare in contatto con i suoi eccentrici abitanti trascinerà Manfred in un’indagine per omicidio e nella rivalità fra i suoi nuovi vicini di casa e una banda di motociclisti che si fa chiamare “Figli di Lucifero”.

A dare il via ai problemi è l’assassinio di Aubrey, ex fidanzata del padrone di casa di Manfred, Bobo (il Dylan Bruce di Orphan Black). La coincidenza fra il delitto e l’arrivo in città di Manfred attira su di lui l’attenzione dell’irascibile mercenaria Olivia (la Arielle Kebbel di The Vampire Diaries e 90210) e del suo compagno Lemuel, un vampiro interpretato da Peter Mensah (300, Spartacus). A dargli un caldo benvenuto è invece Parisa Fitz-Henley (la Reva Connors di Jessica Jones e Luke Cage) nei panni della strega Fiji, segretamente innamorata di Bobo. Completano il quadro Yul Vazquez nel ruolo del licantropo Reverendo Sheehan e l’angelo caduto Joe, interpretato da Jason Lewis (Sex and the City). In rappresentanza dei normali esseri umani, a parte Bobo, troviamo solo Sarah Ramos (Parenthood) nel ruolo di Creek, una cameriera di cui Manfred si invaghisce appena arrivato a Midnight.

Se l’ambientazione sudista e la dinamica della cameriera circondata da mostri e occultisti vi ricordano True Blood, ci avete visto giusto: Midnight, Texas è basata sull’omonima serie di romanzi scritta da Charlaine Harris, autrice della saga da cui era stata tratta la fortunata serie HBO. Purtroppo però la NBC non è la HBO, e Midnight, Texas è un True Blood mutilato dei suoi fattori principali, ovvero la sovrabbondanza di sesso e splatter, ma soprattutto il sottotesto sociale. La narrazione creata da Monica Owusu-Breen (fra gli autori di Alias, Lost e Fringe) ha un unico livello di significato; le creature di Midnight sono semplicemente questo, creature che si nascondono dal mondo esterno, e non (come invece avrebbero potuto benissimo essere) metafora di altre minoranze perseguitate nella vita reale.

La marcata somiglianza con True Blood, per quanto rassicurante come tutto ciò che è familiare, appesantisce un racconto che già attinge a piene mani da svariate altre serie famose. La cittadina che attira i fenomeni da baraccone sembra un incrocio fra la bocca dell’Inferno in Buffy – L’Ammazzavampiri e la Beacon Hills di Teen Wolf. Anche la relazione cacciatrice-vampiro di Olivia e Lemuel e l’amore unilaterale della strega Fiji per il suo migliore amico ricordano moltissimo Buffy. Per non parlare del gatto parlante di Fiji, erede del celeberrimo Salem di Sabrina, vita da strega.

A dare il colpo di grazia a Midnight, Texas è infine la recitazione di molti membri del cast. Alcuni, è vero, soffrono la scarsa caratterizzazione dei loro personaggi; ma altri, e fra essi il protagonista, offrono un’interpretazione deprimente e completamente dimenticabile. Spiccano solo Peter Mensah e Arielle Kebbel: le scene con il dinamico duo Olivia/Lemuel sono le migliori di questa prima puntata.

In conclusione, se si cerca un momento di relax per scollegare il cervello, Midnight, Texas è la serie estiva che fa al caso nostro. E chissà, magari migliorerà, dopo questa partenza zoppicante. Ma viste le premesse, probabilmente no.

Share.

About Author

Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d’animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

Leave A Reply