Mancano poche settimane dall’uscita nei cinema di Nelle Pieghe del Tempo, la pellicola targata Disney che porta sul grande schermo l’omonimo romanzo del 1962 di Madeleine L’Engle. Nell’attesa, un incontro con la regista Ava DuVernay (Selma) e con parte del cast esalta la forte componente femminile del film. Dopotutto, come sottolinea proprio la DuVernay, è la storia di una ragazzina che salva il mondo, o meglio, l’universo.

Ciò che colpisce di questa storia non è tanto la grande quantità di personaggi femminili, quanto il fatto che si tratti sempre di persone di grande spessore, che svolgono compiti impegnativi” prosegue la regista. “Non è qualcosa di scontato, io lo so bene: di solito noi donne dobbiamo lottare per farci ascoltare, perché la nostra visione venga riconosciuta. Stavolta invece è stata la Disney a contattarmi direttamente, volevano proprio me, il mio stile e il mio punto di vista. Una bella differenza, anche considerando che sono una donna nera che ha debuttato tardi alla regia. È la prova che tutto è possibile, con l’impegno e la preparazione”.

La stessa preparazione, sostiene, che ha portato la giovanissima interprete Storm Reid a essere considerata l’unica scelta possibile per il ruolo della protagonista Meg.

Oprah Winfrey, che interpreta la misteriosa Signora Quale, si dice d’accordo: “Il significato profondo della storia ruota intorno a chi siamo davvero e a come possiamo migliorare noi stessi. È una filosofia che sento davvero mia, anche perché il personaggio che interpreto è tutto ciò che desidero per me stessa: l’ho modellato su Glinda, la Strega Buona del Mago di Oz, e sul mio idolo Maya Angelou”.

Secondo la famosa attrice e produttrice, il messaggio di fondo del romanzo è sempre attuale: se originariamente l’Oscurità, antagonista dell’eroina Meg, poteva essere una metafora della Guerra Fredda, oggi può esserlo di altri mali che affliggono la nostra società.

Per Reese Witherspoon, che nel film ha il ruolo della Signora Cosè, il romando della D’Engle ha avuto un ruolo fondamentale. “Ho amato questo libro quando l’ho letto a dodici anni” spiega, “perché era la prima volta che leggevo un romanzo di fantascienza con una protagonista femminile”. Essere chiamata a vestire i panni di una creatura aliena vecchia di miliardi di anni l’ha un po’ preoccupata: “Ho pensato, ho forse l’aspetto di un’anziana signora?” ride, “ma mi è piaciuto il modo in cui è stata re- immaginata: un essere celestiale, senza tempo”.

Fra le innovazioni del film c’è anche la scelta di avere interpreti afro-americane in ruoli originariamente scritti per donne bianche. “La rappresentazione è importante” afferma Storm Reid, la giovane protagonista, “Per le persone come me, a volte, è difficile immedesimarsi. Infatti, leggendo il libro, non mi sono affatto vista come Meg. Invece sono riuscita a calarmi nei suoi panni quando ho letto lo script di Ava”.

Anche Gugu Mbatha-Raw, che interpreta la madre di Meg, sottolinea il valore della rappresentazione, sia etnica che di genere. “Ciò che mi è piaciuto di più di questo splendido personaggio è che fa sì parte di una coppia e di una famiglia, ma ha un valore di per sé, non solo in quanto compagna di un brillante fisico e come madre, ma come scienziata. Non capitano spesso ruoli femminili così completi”.

Nelle Pieghe del Tempo uscirà nelle sale italiane a partire dal 29 Marzo.

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Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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