Non solo The Handmaid’s Tale: la recensione di Alias Grace

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A pochi mesi dal successo di The Handmaid’s Tale, arriva un nuovo adattamento dell’opera letteraria di Margaret Atwood: stavolta è il turno di L’altra Grace, romanzo storico trasformato nella miniserie in sei puntate intitolata Alias Grace. Ben lungi dal futuro distopico di The Handmaid’s Tale, la Atwood ambienta la sua narrazione in Canada, a metà del diciannovesimo secolo, ispirandosi a una storia realmente accaduta.

La protagonista è la bravissima Sarah Gadon (A Dangerous Method, Dracula Untold) nei panni grigi e dimessi di Grace Marks, una donna che da più di dieci anni si trova in carcere per un omicidio commesso da adolescente. Accusata di aver ucciso il suo datore di lavoro, Thomas Kinnear (Paul Gross) e la moglie, con la complicità dello stalliere James McDermott (Kerr Logan), la giovane Grace si dichiara colpevole e viene condannata all’ergastolo; ma sarà davvero un’assassina? Il suo processo, fatto di prove circostanziali, contraddizioni e punti ciechi, suscita molte perplessità e attira l’attenzione di un giovane medico, Simon Jordan (l’Edward Holcroft della saga Kingsman).

Seduta dopo seduta, Jordan sembra trovare il modo di comunicare con la riservata Grace, la cui maschera di compostezza si incrina solo quando menziona le torture subite durante il suo ricovero in un manicomio. La ragazza inizia il suo racconto dal suo arrivo in Canada dall’Irlanda, con un padre violento e una nidiata di fratellini a carico, e man mano che la storia procede ci rendiamo conto che non è il dottor Jordan ad avere il controllo delle sedute, ma la stessa Grace.

Con il suo dolce accento irlandese, la prigioniera, impegnata al tempo stesso a confezionare una trapunta, sceglie accuratamente le parole per tessere una storia crudele e poetica che cattura chi la ascolta, facendo dimenticare l’obiettivo primario delle sedute: fare chiarezza sull’omicidio.

Del delitto vero e proprio vediamo ben poco, in questa prima puntata. Solo fotogrammi, frammenti di ricordo che, come qualsiasi altra cosa vista attraverso gli occhi di Grace, potrebbero essere veritieri oppure una menzogna, un’illusione.

Nell’ottimo cast, oltre ai perfetti protagonisti Gadon e Holcroft, troviamo anche l’attrice premio Oscar Anna Paquin (Lezioni di piano, True Blood) nei panni di Nancy, una delle presunte vittime, mentre la Rebecca Liddiard di Houdini & Doyle interpreta Mary, migliore amica di Grace. Scritta da Sarah Polley e diretta da Mary Harron, Alias Grace promette di essere un piccolo gioiello, per il momento in onda sulla CBC, ma che farà il suo debutto internazionale su Netflix il 2 novembre.

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Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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