Oscar: i migliori discorsi di ringraziamento della storia dell’Academy Part 2

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A due giorni dall’89esima edizione degli Academy Awards, continuiamo con la nostra personale selezione dei migliori discorsi di ringraziamento della storia degli Oscar che ci porteranno fino al 1972, quando Charlie Chaplin ricevette per la seconda volta l’Academy alla carriera. Nel caso ve la foste persa, QUI potete trovare la prima parte.

Cuba Gooding Jr. – Miglior Attore Non Protagonista per Jerry Maguire (1997)

“Mi ricordo di essere salito sul palco, di aver iniziato il discorso, che hanno cominciato a far suonare la musica e io che continuavo a parlare sempre sempre più veloce. Poi ho visto Will Smith in piedi e Woody Harrelson ballare” ricorda Cuba Gooding Jr. al Jimmy Kimmel Live cinque anni dopo il suo discorso agli Oscar, cominciato normalmente, ma proseguito pieno di entusiasmo e amore, utilizzando l’attacco dell’orchestra dell’Academy come una colonna sonora, un incentivo a continuare i suoi ringraziamenti con  una veemenza sempre maggiore. QUI potete trovare un dietro le quinte che ci mostra il lavoro della regia degli Academy nella trasmissione della scena.

Fellini – Oscar alla Carriera (1993)

Dopo Roberto Benigni, ci concediamo un altro momento patriottico con l’Oscar alla carriera di Federico Fellini. 
“Per favore, sedetevi, dovete stare comodi. Se qualcuno qui deve sentirsi un po’ a disagio, quello sono io. […] Non me l’aspettavo proprio … o forse si, ma tra altri vent’anni. Forse è meglio ora.”

Jack Palance – Miglior Attore Non Protagonista per Scappo dalla Città (1992)

Dopo averci dimostrato di essere ancora giovane e di poter interpretare qualunque ruolo cominciando a fare i piegamenti su un braccio solo sul palco degli Academy Awards, Jack Palance si avvicina di nuovo al microfono e racconta “il mio primo film fu nel 1949. Stavamo girando da due settimane circa quando il produttore della pellicola venne da me e mi disse ‘Jack!’ – il mio nome a quel tempo era ancora Volodymyr –  ‘Jack, vincerai un Academy Award!’ Quarantadue anni dopo ha avuto ragione.”

Billy Wilder riceve l’Irving G. Thalberg Awards (1988)

Dopo ventuno nominations e sei Oscar già conquistati, Billy Wilder sale sul palco degli Academy Awards per ricevere l’Irving G. Thalberg Memorial Award, “il più prestigioso premio che si possa mai ottenere, beh con l’eccezione di un Nobel, ovviamente.” Wilder, nel suo toccante discorso, racconta di un uomo del quale “non ricordo più il nome, ma non dimenticherò mai la sua compassione.” Grazie a lui, il regista e sceneggiatore è potuto rimanere negli Stati Uniti invece di essere rimpatriato a Berlino dove avrebbe potuto ottenere i documenti necessari per estendere la sua Visa, ma “se fossi tornato in Germania, mi avrebbero probabilmente messo su un treno e spedito a Dachau.” riferisce Wilder, continuando poi il suo racconto ”  ‘Cosa fai? Intendo dire come professione’ Mi chiese il console e io risposi ‘scrivo film’ […] allora lui tornò dietro la scrivania, prese il mio passaporto, lo aprì, lo timbrò e me lo diede dicendomi ‘scrivine di buoni’. Questo è accaduto cinquantaquattro anni fa. Sin da allora, ci ho provato.”

Shirley MacLaine – Miglior Attrice Protagonista per Voglia di Tenerezza (1984)

“Penso che piangerò perché questo show ha tanti anni quanti la mia carriera” scherza, aggiungendo che ” è da ventisei anni che mi chiedo come ci si debba sentire in questo momento. Grazie veramente tanto per aver terminato la suspance. Non ringrazierò tutti coloro che ho incontrato nella mia vita, anche se probabilmente è grazie a loro se sono qui. […] Ho sempre voluto lavorare con la comicità di Jack Nicholson fin dalla sua scena del panino in Cinque pezzi facili…e averlo nel letto è stata una grande gioia di mezza età”.  

Charlie Chaplin – Oscar alla Carriera (1972)

È Daniel Taradash, al tempo Presidente dell’Academy, a introdurre con un lungo, toccante e sincero discorso Charlie Chaplin prima di consegnargli l’Oscar alla Carriera per “l’incalcolabile effetto che ha avuto nel permettere che il cinema diventasse la forma d’arte di questo secolo”. Una standing ovation di 12 minuti accoglie l’attore che commenta “le parole sembrano così futili, così deboli”

Prima di concludere la nostra selezione, ci sono tre discorsi che meritano una menzione speciale per le polemiche che hanno sollevato: quello di Michael Moore, di Vanessa Redgrave e di Marlon Brando.

 

Michael Moore – Miglior Documentario per Bowling for Colombine (2003)

Dopo aver invitato sul palco con lui gli altri candidati per Miglior Documentario, Moore ha dichiarato “viviamo in tempi nei quali ci sono finte elezioni che eleggono finti Presidenti. Viviamo in un momento nel quale un uomo ci manda in guerra per finte ragioni. […] Vergognati Signor Bush, vergognati.”  A seguito di questo discorso, accolto tra applausi e fischi, il regista ha ricevuto numerose minacce di morte.

 

Vanessa Redgrave – Miglior Attrice Non Protagonista per Julia (1978)

Incendierio fu il discorso di Vanessa Redgrave del ’78, nel quale si scagliò anche contro la caccia alle streghe di Nixon e McCarthy oltre che contro coloro che, fuori dal teatro, stavano manifestando contro i simpatizzanti palestinesi. “Dovreste essere orgogliosi del fatto che nelle ultime settimane siete rimasti fermi e non vi siete lasciati intimidire dalle minacce di un piccolo gruppo di sionisti il cui comportamento è un insulto alla statura di tutti gli Ebrei del mondo e alla loro grande ed eroica lotta contro il fascismo e l’oppressione.  […] Vi saluto, vi ringrazio e vi assicuro che continuerò a combattere contro l’antisemitismo e il fascismo. Grazie”

 

Marlon Brando – Miglior Attore Protagonista per Il Padrino (1973)

Marlon Brando rifiutò il suo secondo Oscar per protesta contro il modo in cui i nativi americani venivano dipinti nei film e nelle serie televisivi.  L’attore non si presentò neanche alla cerimonia e al suo posto mandò una squaw, l’attivista Sacheen Littlefeather, che in seguito si scoprì essere un’attrice di origini indiane.
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Cinefila e telefilm dipendente, ha promesso di trovare qualcosa da scrivere su di sé, ma è rallentata dalla sua tendenza alla procrastinazione. Dicono che sia figlia unica, ma ha un cane.

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