Salvation: la recensione della nuova serie sci-fi

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Se ci dicessero che un asteroide sta per distruggere la Terra e che nel tempo che ci rimane dovremmo guardare una serie tv, di certo non sceglieremmo Salvation. La soap fantascientifica targata CBS, che ci era sembrata ragionevolmente promettente al momento del primo avvistamento, si è schiantata sui nostri schermi sbriciolando le speranze di qualsiasi nerd. Era troppo aspettarsi una storia di meteoriti assassini che non sia una pagliacciata? A quanto pare si.

Il pilot, diretto da Juan Carlos Fresnadillo (regista di 28 settimane dopo), è incentrato su Liam, dotato studente del MIT che scopre per puro caso l’esistenza di un asteroide in rotta di collisione con la Terra. O meglio, a fare la scoperta è un simulatore di orbite da lui progettato, mentre Liam (il Charlie Rowe di La bussola d’oro e Non lasciarmi ) è impegnato ad amoreggiare con una giovane scrittrice di fantascienza, Jillian (Jacqueline Byers). A questo punto lo spettatore medio ha già alzato gli occhi al cielo così tante volte da riuscire a guardarsi l’interno del cranio. Quante volte ancora dovremo vedere in scena lo stereotipo del nerd che ha successo con le ragazze e contemporaneamente fa scoperte colossali che sono sfuggite a chiunque altro nel mondo? Ma a questo punto gli autori correggono il tiro: il governo statunitense sa già
dell’asteroide, però per evitare di scatenare il panico tiene nascosta la notizia. A occuparsi dell’emergenza è un oscuro funzionario del Pentagono, Harris Edwards, interpretato da Ian Anthony Dale (Surface, Una notte da leoni). Liam però, e con lui il miliardario magnate della tecnologia Darius Tanz, non crede che il piano di Edwards abbia possibilità di riuscita; i due decidono quindi di avviare un progetto parallelo per salvare il pianeta. Ad aiutarli sarà Jennifer Finnigan (Beautiful, Tyrant) nel ruolo di Grace Darrow, responsabile delle comunicazione del Pentagono, nonché amante di Edwards. A complicare il tutto ci si mette Amanda (Shazi Raja) giovane e ambiziosa giornalista che ha fiutato lo scoop e prevedibilmente riuscirà a svelare la scoperta di Liam.

Mea culpa: è stato ingenuo sperare di trovare un po’ di originalità in una serie scritta da Alex Kurtzman, noto per essere fra gli autori di Transformers. Persino il cast non sembra granché interessato agli eventi rappresentati, cosa lampante nel caso di Santiago Cabrera (Heroes, Big Little Lies): il suo Darius Tanz è un misto indolente di Steve Jobs e Iron Man. Gli altri personaggi non sono da meno, ci si dimentica di loro appena escono dall’inquadratura. Il cameo di Neil Degrasse Tyson in apertura non è sufficiente a conferire un minimo di rispettabilità al soggetto; così come la fin troppo velata presa in giro al film Armageddon non basta a prendere le distanze dalla sovrabbondante cinematografia di genere apocalittico che ci siamo già sorbiti negli anni. La fantascienza, come genere, in questo periodo ci sta dando parecchie soddisfazioni; accontentiamoci e non pretendiamo che Salvation faccia altrettanto.

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About Author

Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d’animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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