Scandal: il recap del doppio finale di stagione

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Mettetevi comodi e allacciate le cinture perché ci troviamo di fronte al doppio finale di stagione con più colpi di scena e ribaltamenti nel fantastico mondo di ShondalandRitroviamo Olivia e Fitz mentre coordinano un blitz per catturare Maya,  riuscendo ad arrestarla dopo aver scoperto un piano per assassinare Mellie durante la cerimonia d’insediamento alla Presidenza.

Con un folle, ma ispirato monologo, perché la retorica scorre potente nella famiglia Pope, Maya nega le accuse e sostiene accanitamente di essere tornata solo per proteggere sua figlia. Superata una buona dose di scetticismo, Rowan si lascia convincere dalle parole della sua ex moglie, a differenza di Olivia che incarica i Gladiatori, ora guidati da Quinn, di indagare sul piano di attentato.

Il timore è che Maya avesse dei complici, soprattutto perché Mellie si rifiuta di cancellare la cerimonia all’aperto nonostante sia Olivia che Fitz siano contrari e temano per la sua sicurezza. Nel frattempo alla OPA (Olivia Pope & Associati) le ricerche su Maya non procedono come sperato e Quinn, a malincuore visti i loro recenti scontri, all’aiuto di Abby che prontamente imprime una svolta alle indagini: si scopre che Maya non era la mandante dell’attentato, bensì l’esecutrice.

Per scoprire cosa abbia in mente sua madre, Olivia cerca di convincerla di essere dalla sua parte, ma non riesce a ingannarla, cosa che la porta a perdere completamente le staffe e a tentare di strangolare Maya (e come biasimarla?). Decide quindi di tentare un approccio diverso: con la complicità di Jake lascia andare Maya per seguirla e scoprire così chi ha architettato l’attacco a Mellie. Rowan non è per niente d’accordo con quest’iniziativa, e a ragion veduta: in men che non si dica Maya è già riuscita a liberarsi del localizzatore e a seminare la squadra che doveva sorvegliarla.

Condividendo il pensiero di noi spettatori orripilati e capendo che sua figlia sta deragliando, Rowan si rivolge al Presidente Grant con una proposta indecente: rifondare il B6-13, ma stavolta con a capo lo stesso Fitz al posto di Rowan, in modo da tenere d’occhio chi detiene il potere, ovvero Olivia.

Dimenticandosi quanto ha dovuto penare nelle scorse stagioni per sbarazzarsi dell’organizzazione segreta, Fitz acconsente in quanto assai scocciato con Olivia per aver fatto scappare Maya sotto il suo naso. La Pope, però, ci mette circa 5 secondi a rabbonirlo con il solito vecchio metodo, e altri 5 a scoprire il suo piano di ripristinare il B6-13. E qui sorge il dilemma: da ex Presidente, Fitz dovrebbe lasciare Washington, mentre da capo del B6-13 potrebbe restare al suo fianco. Anche se combattuta, Olivia insiste perché rinunci e Fitz la accontenta.

Alla OPA intanto è in corso un altro psicodramma: Quinn si è riavvicinata a Abby, confidandole di essere incinta e offrendole il suo posto come capo dello studio, perché visto il suo curriculum da sicaria ha il terrore di non poter essere una buona madre e vorrebbe scappare per ripartire da zero. La rossa ex-capo dello staff della Casa Bianca le dice che non ha alcuna intenzione di assumere la guida dello studio, ma che tornerà volentieri a lavorarci, incoraggiando Quinn a dire a Charlie della gravidanza.

Tutto questo mentre continuano le ricerche di Maya e di eventuali altri attentatori, perché la cerimonia inaugurale di Mellie incombe e ha già radunato più spettatori di quella di Donald Trump.

Le celebrazioni sembrano svolgersi senza impedimenti, e la cosa più strana è Cyrus in pigiama davanti alla tv che ripete le parole del giuramento in karaoke con Mellie, quando Olivia riceve una telefonata. É Maya, che ha messo KO uno dei tiratori scelti a guardia della cerimonia e ora le consiglia di spostarsi dalla sua linea di tiro, così non si macchierà di sangue il cappottino. Sappiamo tutti quanto Olivia ami i suoi cappotti, ciononostante la Pope si rifiuta di muoversi e supplica la casa madre di non uccidere Mellie, suscitandole una certa ilarità: Maya non ha mai avuto intenzione di sparare a Mellie, ma a qualcuno che si trova sul palco nelle immediate vicinanze, ovvero la persona che l’aveva assunta come sicario e dalla quale vorrebbe proteggere Olivia.

Prima che quest’ultima riesca a farsi dire chi è davvero nel mirino, Maya viene messa fuori combattimento da Rowan.

Tutto sembra andare per il meglio: Mellie si gode la Casa Bianca riarredata apposta per lei e invita il vecchio amico Cyrus alla sua festa inaugurale, mentre Olivia dice addio a Fitz con un lungo bacio sul prato davanti a orde di giornalisti prima che l’ormai ex Presidente Grant prenda il volo a bordo di un elicottero. Ma ancora non si sa chi fosse la persona che Maya voleva uccidere. O meglio, i Gladiatori non ci sono ancora arrivati, ma saltiamo direttamente al colpo di genio finale di Olivia perché ormai pure i sassi hanno capito che si tratta della Vice Presidente, Luna Vargas.

Interrogata da Olivia, la Vargas ammette tutto ma si rifiuta di farsi da parte, dal momento che non c’è nessuna prova contro di lei e che la sua popolarità è indispensabile per il funzionamento dell’amministrazione di Mellie.

Il senso di impotenza è la goccia che fa traboccare il vaso: dopo una breve chiacchierata in ospedale con Maya, Olivia passa definitivamente al lato oscuro.

Tanto per cominciare fa firmare a Mellie delle carte che si rivelano essere il ripristino del B6-13, che dirigerà lei stessa, come comunica a Rowan. A suo padre fa sapere anche che, per quanto ami le loro cenette familiari della domenica, è disposta a ucciderlo se dovesse ostacolarla nuovamente. Infine, va da Luna e le ordina di suicidarsi con delle pillole che simuleranno un attacco cardiaco, altrimenti la farà uccidere da Jake e i suoi figli verranno a sapere che c’era lei dietro l’omicidio di suo marito Frankie e gli attentati successivi. Dopo aver supplicato invano pietà, spiegando che non aveva intenzione di uccidere suo marito, ma solo di fargli perdere le elezioni, Luna acconsente a prendere le pastiglie.

Non so voi ma io a questo punto volevo nascondermi dietro il divano.

E i colpi di scena non sono finiti: ai piedi del Lincoln Memorial, Darth Olivia incontra Cyrus e gli riferisce quanto appena successo. Le parole di lui la portano a un’illuminazione: capisce che è stato proprio Cyrus ad aizzare Luna, prevedendo tutte le sue mosse e anche quelle di Olivia in modo da essere l’unica scelta possibile come Vice Presidente dopo la morte della Vargas. La puntata si conclude così, con Olivia e Cyrus sotto le stelle, ormai d’accordo nell’essere mostri insieme. Hanno ottenuto tutto ciò che desideravano: governare gli Stati Uniti. A noialtri fan, ammirati ma traumatizzati dalla trasformazione di Olivia che sembra aver lasciato la sua anima su quell’elicottero con Fitz, non resta che attendere la prossima stagione di Scandal.

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About Author

Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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