Scandal: il recap della 7×01

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Mesi fa abbiamo concluso la sesta stagione orripilati dalla svolta sociopatica della nostra eroina, ormai in modalità Darth Liv. Oggi invece Scandal riprende con una nuova puntata che sembra un ritorno alle origini, a parte qualche piccola mancanza. Ma procediamo con ordine!

Giusto per fare un breve riepilogo, Luna Vargas è morta di finto infarto, Cyrus l’ha sostituita come vice presidente e Mellie è lanciatissima nel portare avanti la sua proposta di educazione universitaria gratuita per tutti. Senza perdersi in chiacchiere, Shonda ci delizia subito con una delle classiche entrate-in-scena-alla-Olivia-Pope, con la nostra bulletta preferita che fa un ingresso trionfale alla Casa Bianca: passo arrogante, sguardo laser per incenerire la plebe e si va a governare il mondo libero. Meraviglioso.

Mentre Olivia si dedica al suo passatempo preferito, ovvero ricattare senatori affinché sostengano la proposta legislativa di Mellie, i Gladiatori annaspano: da quando il capo è Quinn i clienti scarseggiano. Per fortuna si presenta una donna che assume il gruppo per rintracciare suo padre, un anziano studioso disperso in un Paese mediorientale ostile. Un gioco da ragazzi per i Gladiatori, pure con Quinn sempre più incinta.

La routine di Olivia continua fra un’ospitata in un talk show, in cui disintegra il conduttore, e una cena con suo padre, in cui papà Pope inizia a sentirsi ostaggio della sua stessa figlia; le fa presente che stanno diventando sempre più simili e che, proprio com’è successo a lui, prima o poi si renderà conto di non avere tutto il potere che credeva.

Liv ovviamente non ci crede ma, manco a farlo apposta, il karma si presenta alla sua porta sotto forma di Quinn che le annuncia la scoperta fatta dai Gladiatori: il professore disperso è in realtà un agente della CIA, quindi un problema di sicurezza nazionale. Incassata l’informazione, la Pope chiude la porta in faccia a Quinn senza neanche lasciarla andare in bagno; quanta maleducazione verso una povera ragazza incinta. Ma c’è un buon motivo. Olivia infatti non vuole far sapere che in casa con lei c’è Jake, con il quale intrattiene una relazione puramente fisica, senza alcun impegno sentimentale. Anche così sento già gli incalliti fan della coppia Olitz che piangono. Ma c’è poco da fare, l’ex presidente in questa puntata è latitante, sempre a fare trekking nel suo amato Vermont.

La scoperta di Quinn provoca una discussione fra Olivia e Jake: mentre lui propende per l’uccisione del professore prima che venga costretto a rivelare informazioni riservate, lei pensa che ci sia ancora la possibilità di riportarlo in patria vivo e vegeto. Sembra dunque chiaro che la nuova gestione del B6-13 sarà molto diversa da quella di Rowan: meno omicidi e più salvataggi.

Essere la nuova Comando però non è facile. Persino Huck è convinto che Olivia dovrebbe far uccidere il professore. Mellie invece, dopo aver cercato senza successo di ottenere la liberazione dell’agente per vie diplomatiche, si fa convincere da Jake che farlo uccidere sia la soluzione migliore. Vedendosi scavalcata da Jake e ignorata da Mellie, che inizia a coordinare la missione, Olivia va su tutte le furie e ricorre a misure drastiche. L’ambasciatore del xyz (lo Stato canaglia immaginario dal nome impronunciabile in cui il professore è tenuto in ostaggio) viene inserito sulla lista giornaliera di persone da ricattare, e Olivia lo minaccia di far uccidere i suoi figli se non farà liberare l’agente. Detto fatto: Mellie riceve la notizia che il professore è sano e salvo all’ambasciata USA. Ottima notizia anche per i Gladiatori, che stavolta riusciranno a sbarcare il lunario.

Su di giri per la vittoria Olivia si esibisce in non uno, ma ben due dei suoi tipici monologhi. Primo: scaricare Jake e cazziarlo per aver fatto la spia alla maestra (aka Mellie). Secondo: stroncare il tentativo di Mellie di comportarsi da Presidente e ricordarle chi delle due porta i pantaloni, al grido di “non lasciare che gli uomini si mettano fra noi, siamo una squadra, comando io però eh”.

Per concludere in bellezza organizza un appuntamento con Curtis Pryce, il conduttore tv che ha umiliato in diretta e in mondovisione e che inesplicabilmente vuole frequentarla, sarà masochista. Nota a margine per Cyrus, che nel corso della puntata passa dal sentirsi sottovalutato, prendendo in considerazione il salto della quaglia verso le sponde del Partito Democratico, al ricordarsi perché vuole tanto bene a Mellie e tornare a fare gioco di squadra.

In generale non è un brutto inizio di serie: la mancanza di Fitz si sente, ma non troppo; molti timori sollevati dal finale della scorsa stagione sono stati dissipati. Sembra che Scandal possa ancora risollevarsi, dopo alcune stagioni piuttosto deludenti, ma è ancora presto per parlare. Questa settima stagione è stata annunciata come quella conclusiva, e per chiudere in bellezza (magari rimediando agli sfracelli fatti finora) ci vorrà davvero una trovata spettacolare. Ci faremo un’idea più chiara il prossimo venerdì!

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About Author

Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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