Scandal: il recap della 7×06

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Quando si ammira una persona per tanto tempo e poi viene fuori che è una schifezza, restarci male è comprensibile. Guardate cosa sta succedendo con Kevin Spacey. Ecco, se questo vale anche per i personaggi di finzione, intorno alla villa di Shonda Rhimes deve esserci una folla inferocita con torce e forconi. Perché prendere un personaggio eroico, magari con i suoi difetti, ma nel complesso positivo, e trasformarlo in un mostro sembra essere il suo sport preferito, a cui si dedica mentre sorseggia le lacrime dei suoi spettatori in una vasca da bagno piena di dollari.

Come avrete già capito parlo di Olivia Pope, la donna che sette anni fa era un’icona della fiction televisiva e ora è un pericolo pubblico che manco l’Isis e i fenicotteri gonfiabili messi assieme. Infatti è proprio lei la mandante dell’attentato a Rashad con cui si è concluso l’episodio della settimana scorsa (qui il nostro recap). All’esplosione aveva assistito Quinn che capisce subito chi è responsabile e affronta a muso duro la sua ex-capa, dicendole quello che pensiamo tutti: “una volta eri il mio idolo, adesso fai schifo”. Grazie per l’esternazione, Quinn. Olivia però ha lasciato la bussola morale negli altri pantaloni e quindi l’indomani, come se nulla fosse, si presenta proprio al matrimonio di Quinn. Quest’ultima invece si volatilizza.

I Gladiatori, una volta scoperto che Quinn indagava sull’attentato a Rashad, si mettono all’opera per rintracciarla. Sappiamo però che i Gladiatori in doppiopetto, che nella prima stagione erano un’inarrestabile macchina da guerra, al momento sono allo stesso livello di efficienza delle ferrovie italiane e quindi fanno un pasticcio dietro l’altro. Tanto per cominciare Charlie, ovvero lo sposo abbandonato all’altare, trova un tenue collegamento fra l’indagine di Quinn e la nuova fiamma di Cyrus, il miliardario leggermente obeso Fenton Glackland. Sobriamente decide quindi di sequestrare Fenton e picchiarlo con un sacchetto di arance. Risatine e imbarazzo del pubblico da casa.

Intanto Olivia suda freddo: ha dei mini attacchi di panico, perché comunque a Quinn ci tiene, più o meno come tiene alle sue vestaglie di cashmere; ma ha anche paura che qualcuno scopra quello che sa, ovvero che ha fatto deflagrare il presidente del Bashran come un petardo a Capodanno. In più Mellie, che senza Olivia ha l’autocontrollo sotto i tacchi, prima rischia di far scoppiare la terza guerra mondiale, poi chiede consiglio sia a Jake che a Marcus (ma che, davvero?) e alla fine decide di continuare sulla via del trattato con il nuovo governo del Bashran. Mah.

La puntata si conclude con Quinn ancora dispersa, ma si pone un interessante interrogativo: e se fosse proprio lei, invece di Fitz, a far rinsavire Olivia? D’altra parte la serie è cominciata con l’arrivo della giovane Quinn alla Pope & Associates, e sarebbe poetico farla concludere in questo modo. Però ormai la nostra Liv ha fatto fuori un mucchio di gente, siamo sicuri che alla fine della fiera ci importerà ancora di lei? Non è che siccome ogni episodio si chiude con una bellissima canzone (stavolta era “At Last” di Etta James) le possiamo perdonare proprio tutto.

Alla prossima!

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About Author

Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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