Scandal: il recap della 7×09

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Sappiamo già da tempo quanto Shonda Rhimes ami il replay: rivedere la stessa puntata sotto un’ottica diversa, in modo da tenerci appesi con un unico cliffhanger per due settimane di fila. Stavolta a subire il trattamento è lo scorso finale di metà stagione (qui il nostro recap), incentrato sulla sparizione e sull’omicidio di Quinn per mano di Rowan.

In una serie di flashback, rivediamo tutto l’accaduto dal punto di vista di Papà Pope, che apre la puntata comprando una grossa valigia: gli servirà per nascondere Quinn svenuta dopo averle teso un agguato in ascensore. La valigia evidentemente è come il Tardis di Doctor Who, ovvero più grande all’interno, perché non è possibile far entrare una donna così incinta in un bagaglio standard da venticinque chili. Ryanair insegna.

Ad ogni modo, Quinn si sveglia confusa e parecchio scocciata nel seminterrato di Rowan, con una catena al piede. Il suo rapitore le spiega la situazione, ovvero che la sta usando per ricattare Olivia, cosa che la tranquillizza perché, hey, si tratta di Olivia, riuscirà sicuramente a trovare una soluzione! Come noi già sappiamo, però, Darth Liv è ormai priva di sentimenti e non cede all’ultimatum. Rowan passa al piano B: torna nel negozio, in cui ha fatto amicizia con il commesso Marvin, e acquista una culla. Sembra quindi aver deciso che, se pure dovesse arrivare a uccidere Quinn, prima salverebbe la sua bambina.

Dopo la visita di Jake, che cerca di dissuaderlo dallo sfidare Olivia, Rowan si accorge che tutte le armi sono state fatte sparire da casa sua; perciò si rivolge di nuovo a Marvin, che dopo qualche esitazione gli fornisce una pistola e un fucile da caccia grossa. Che bel paese l’America, dove puoi acquistare armi come fossero patatine e dopo due o tre incontri si può essere migliori amici di un commesso eccessivamente fiducioso. I nuovi acquisti di Rowan vengono allegramente sventolati davanti al suo giocattolo preferito, un dinosauro di plastica: non è ben chiaro se l’ex Comando abbia perso completamente la bussola, mettendosi a parlare con i modellini, o sia consapevole del fatto che il piccolo dinosauro contiene una microspia. Il seguito già lo conosciamo: Olivia decide di vedere il suo bluff e dalla cantina risuonano due spari.

Ciò che non sappiamo è che Quinn, in seguito a varie allucinazioni in cui i Gladiatori la incoraggiano a tentare la fuga, ha forzato la catena con la forcina regalatale proprio da Olivia. Quando Rowan scende nello scantinato, prima lo aggredisce, poi lo implora di risparmiarla, almeno fino alla nascita della bambina. Ecco quindi svelato il mistero, a dire la verità abbastanza prevedibile: la morte di Quinn è stata una messinscena.

L’eccesso di emozioni provoca a Quinn un travaglio prematuro, e Rowan la fa partorire in casa con l’aiuto del fidato Marvin, che guarda caso non è solo il commesso più accomodante del mondo, ma anche un ostetrico dilettante. La sospensione dell’incredulità vola fuori dalla finestra, e non per la prima volta. Una volta andato a buon fine il parto, Quinn inizia a pensare che Rowan possa essere, tutto sommato, una brava persona; poi si accorge che le ha comprato un set di vestitini per la bimba (ovviamente con dei dinosauri disegnati sopra) di taglie crescenti fino ai due anni di età. Ciliegina sulla torta, ha ucciso Marvin per insabbiare tutto. Papà Pope è comunque convinto che tutto ciò sia la cosa migliore per Quinn: entrambi ormai pensano che Olivia farebbe qualunque cosa per nascondere la sua responsabilità nell’attentato. Si, ce ne eravamo quasi dimenticati, ma Olivia ha fatto saltare in aria un aereo e Quinn sa tutto.

La cosa peggiore? L’episodio si conclude così, con Charlie che sta ancora strangolando Rowan dalla scorsa puntata senza sapere che Quinn è ancora viva. Trattare in questo modo gente che segue la serie da sette anni mi pare quantomeno maleducato. Ma la suspense, ahinoi, funziona: quindi ci rivediamo venerdì prossimo.

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Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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