Scandal: il recap della 7×11

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Army of one”, un esercito composto da una sola persona: è con questo titolo che si presenta la nuova puntata di Scandal, in cui la nostra (più o meno) eroina Olivia combatte da sola contro il mondo. Persa la fiducia dei suoi amici, tradita dal suo collaboratore Jake, Olivia si trova davanti a un’alternativa datale da Mellie, essere congedata o dare spontaneamente le dimissioni. Come ben sappiamo, però, la Pope non si lascia abbattere facilmente, anche se sono due stagioni che i fan tengono le dita incrociate, sperando che lo faccia. Tanto per cominciare toglie la corrente alla sede del B6-13, più o meno come le mamme che per punizione ti staccano il wifi.

Mentre lei mette in atto la remuntada, nel suo ex studio Abby, Huck e Charlie accettano di aiutare Robert, un modesto funzionario che si è ritrovato parecchi milioni in più sul conto corrente e teme di passare per una spia. Il mistero è svelato quando i telegiornali annunciano che Robert ha una relazione con Vanessa Ballard, la moglie di Jake, la cui esistenza, onestamente, ci eravamo dimenticati. Robert viene accusato di essere una spia russa e di essersi servito di Vanessa per ottenere segreti di stato. In effetti Jake, anche se passa il tempo ad assassinare gente per conto di Liv, sarebbe anche il direttore del NSA. Come riesca a conciliare le due attività è incomprensibile.

Ovviamente la montatura ai danni del povero Robert è opera di Olivia, che così vuole affondare qualsiasi speranza di Jake di diventare capo dello staff al posto suo. Ma Cyrus ci mette lo zampino, e consiglia a Mellie e Jake una contromossa, cioè far passare la relazione di Vanessa per un’operazione di controspionaggio. Insomma, Robert passa dalla padella alla brace. In tutto ciò Mellie vuole solo che il suo staff la smetta di sollevare scandali proprio il giorno in cui ha prenotato la mammografia. Come al solito le priorità di Madam President sono eccellenti.

In parallelo continua lo psicodramma di Quinn, che pensa sia il momento perfetto per colpire Olivia, ma Rowan non vuole lasciarla andare via. I due raggiungono un accordo quando finalmente Papà Pope ammette che non vuole che si faccia del male alla sua bambina: in cambio della promessa di lasciare in pace Olivia, Quinn è libera di andarsene con la sua piccola Robin. Prevedibilmente, Quinn non vuole mollare l’osso e si presenta a casa di Olivia con una pistola, cercando di costringerla a firmare una confessione. Davanti a casa di Liv però c’è sempre un cecchino del B6-13, pronto a difenderla dalle minacce: sapendolo, Olivia mette in salvo Quinn e viene colpita di striscio al suo posto. Ferita e sanguinante, Olivia va a farsi rattoppare da Rowan, che intanto cerca di consolarla con una storia sull’amore genitoriale che, indovinate un po’? riguarda i dinosauri. Questa serie sta diventando come La Valle Incantata, dinosauri ovunque.

Ma torniamo alle questioni politiche. Cyrus ha, come suo solito, fatto il doppiogioco: la soluzione che ha offerto a Mellie e Jake li rende vulnerabili all’impeachment, cosa che renderebbe lui il nuovo Presidente. Olivia prende in considerazione l’idea di rovesciare Mellie e glielo va pure a dire durante il suo appuntamento per la mammografia: è dura prevenire il cancro quando si governa il mondo libero.

Quando ogni speranza sembra perduta, ecco che finalmente Shonda, dall’alto della tv, ci regala una, solitaria soddisfazione: quando Olivia va a fare il discorso pubblico in cui dovrebbe denunciare Mellie, cambia idea e dà le dimissioni da capo dello staff. Allo stesso tempo restituisce a Jake il controllo del B6-13. Finalmente. Basta con il delirio di potere. Sul fatto che Quinn fosse la chiave per la redenzione ci avevamo azzeccato: solo che non è stata la sua morte, ma la sua salvezza a riportare Olivia sulla retta via. La nostra Liv dovrà trovarsi un altro lavoro, e chissà, magari tornerà al suo vecchio studio. Quinn infatti è tornata con i Gladiatori, e sapere che non è morta potrebbe convincere gli altri a perdonare Olivia. Forse il famoso cappello bianco non è più tanto lontano. Nel complesso un finale piuttosto emozionante, anche perché con “Stand By Me” di Ben E. King in sottofondo si vince facile (ponci ponci po po po).

Questa svolta ci fa sperare che Scandal possa davvero salvarsi in corner. Il banco di prova sarà il crossover con Le regole del delitto perfetto, che andrà in onda la prossima settimana.

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About Author

Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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