Scandal: il recap della 7×17

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È arrivato il momento della resa dei conti per Mellie, chiamata da Mencken a testimoniare sul dirottamento dell’Air Force Two. Era rimasto in giro un po’ di legal drama dal crossover con Le regole del delitto perfetto, quindi questo episodio sarà punteggiato da interrogatori davanti a una commissione con tanto di videocamera puntata in faccia all’imputata. La Presidente Grant parte col piede sbagliato perché si porta Olivia all’udienza e, colpo di scena: Lonnie ha il video della loro conversazione sull’omicidio di Rashad. Presa in contropiede, Mellie si appella alla facoltà di non rispondere e Olivia diventa la prossima convocata per l’interrogatorio. È chiaro, insomma, che Jake sta mettendo in atto la sua strategia di attaccare Olivia per assicurarsi che non possa aiutare Mellie. Il nostro ammiraglio Ballard però ha ancora qualche neurone scollegato perché propone a Olivia un ritorno alle origini, ovvero una fuga romantica insieme sulle solide basi del “sennò ti mando sulla sedia elettrica per alto tradimento”. La proposta indecente provoca a Olivia una serie di flashback che, oltre a darle un +3 di motivazione, fanno un effetto viale dei ricordi inevitabile ora che ci avviciniamo al gran finale.

In questo ripassone delle vecchie stagioni spiccano in particolare i minacciosi monologhi di Rowan, e infatti ecco che torna in scena anche lui: quando Jake gli si presenta davanti per vanagloriarsi del suo successo come Comando, papà Pope gli regala una robusta lavata di capo per ricordargli che in fin dei conti inutile era e inutile rimane. Standing ovation.

A completare l’epic fail di Jake arriva la contromossa di Olivia, che in modo del tutto inaspettato si assume la responsabilità dell’attentato contro Rashad e rivela a Lonnie l’esistenza del B6-13. Sconvolto, il magistrato chiede delucidazioni a Jake che però fa sparire tutte le prove, e la cosa inizia a suscitare i primi scrupoli nel cervellino giustizialista di Mencken. L’idea di Olivia però non è piaciuta a tutti. Il suo tentativo di fare luce su tutte le sue precedenti malefatte significherebbe anche distruggere l’eredità politica di Mellie e Fitz, che infatti si oppongono al piano. Marcus e David sono d’accordo ma sappiamo che loro non contano granché. Pian piano, però, l’intenzione di Olivia di restituire la libertà alla Repubblica inizia a contagiare gli altri: il primo a schierarsi con lei è ovviamente Fitz, perché si. Si associano poi i Gladiatori, che si offrono di testimoniare sul loro ruolo nel B6-13 e si accordano con l’ex Vice Presidente Sally Langston perché denunci l’organizzazione segreta nel suo talk show iper-polemico. Finalmente anche Sally si rende utile alla causa. Infine, pure Mellie si convince a fare la cosa giusta.

Riusciranno i nostri (anti) eroi a far tentennare il virtuoso Lonnie Mencken e a smascherare il machiavellico Cyrus? Lo scopriremo nella prossima puntata, che è anche il finale di serie. Incrociamo le dita e speriamo che il trend positivo di quest’ultima stagione, in ripresa dopo un notevole calo qualitativo, si mantenga fino alla fine.

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Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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