Il 16 marzo ha debuttato sulla piattaforma online Crackle la serie Snatch, direttamente ispirata all’omonimo cult movie del 2000 diretto da Guy Ritchie. La vicenda, al contrario dell’opera con Brad Pitt, è ambientata nei giorni nostri, con al centro Albert Hill, giovane ventenne che ha preso le orme del padre Vic, finito in prigione 15 anni prima per una rapina. Albert (Luke Pasqualino), insieme a Charlie (Rupert Grint) e Billy (Lucien Laviscount), promettente pugile, organizzano incontri di boxe truccati per fare ricavi attraverso le scommesse. Dopo una serata andata male, i tre giovani, ingannati dal gangster Sonny, si ritroveranno, durante una rapina, a tenere tra le mani dei lingotti d’oro.

Ideata da Alex De Rakoff, la serie ricalca, più per forma e stile che per storia, il film di Ritchie: movimenti di macchina repentini e split screen fanno della regia guizzante di Nick Renton l’elemento più apprezzabile della serie, articolata in dieci episodi. Regia che supporta, e dà maggiore spessore, alle battute di una scrittura frizzante e tagliente. La messa in scena ricorda molto quella ritchiana: le luci vivaci e colorate dei neon spiccano nell’oscurità delle ambientazioni, mettendo così in risalto gli eccentrici costumi (la trovata delle maschere è vista e rivista, ma esilarante e vincente). Le immagini prendono forza dalla colonna sonora, dove rock, pop, elettronica si incontrano. L’opera però non sarebbe ciò che è se non fosse stato fatto un enorme lavoro al montaggio: veloce, disorientante, preciso. Un vortice di immagini che dà un ritmo frenetico alla serie.

Sul versante della recitazione, sicuramente la presenza di Rupert Grint (nei panni dell’eccentrico Charlie) alza l’asticella: l’attore britannico ricorda a tutti di non essere solamente Ron Weasley attraverso una performance mai leziosa e fastidiosa. Nessuna sbavatura per un personaggio con il quale si sarebbe potuto esagerare e carica eccessivamente. Non all’altezza del collega, ma comunque soddisfacenti, gli altri due protagonisti, Luke Pasqualino e Lucien Laviscount (rispettivamente Albie e Billy): il gap con Grint si fa sentire, ma comunque riescono a regalare al pubblico personaggi vivi, riuscendo a mettere in risalto ogni particolarità.

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