Somewhere Between: la recensione del pilot

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Dopo il ruolo da co-protagonista in Déjà Vu, film del 2006 con Denzel Washington, Paula Patton torna a viaggiare nel tempo in Somewhere Between, la nuova serie targata ABC e scritta da Stephen Tolkin (Brothers & Sisters). L’attrice di Mission:Impossible interpreta Laura, una giornalista televisiva che indaga su un caso di omicidi seriali.  La presenza in città di un assassino che prende di mira le donne influisce sulla sua vita in modi inaspettati: la scia di delitti irrisolti ha portato il governatore a sospendere la moratoria sulla pena di morte, e il primo a essere giustiziato sarà un uomo che proprio Tom, il marito procuratore di Laura interpretato da J.R. Bourne (Stargate, Teen Wolf), ha fatto condannare. La vita di Laura e Tom ruota intorno alla figlia Serena (Aria Birch), di soli otto anni ma particolarmente ribelle, specie quando si tratta del suo cantante preferito o della sua amicizia con una ragazzina disabile, Ruby. Quando il misterioso serial killer rapisce e uccide Serena, la disperazione porta Laura a tentare il suicidio, ma invece di morire si ritrova trasportata indietro nel tempo, una settimana prima della tragedia. Nonostante il destino sembri immutabile, Laura è decisa a fare di tutto pur di impedire che Serena venga assassinata.

In una sorta di versione thriller di Ricomincio da capo, in cui al posto del Giorno della Marmotta a ripetersi è un’intera settimana, il pilot diretto da Duane Clark si basa su premesse interessanti che però vengono sviluppate in modo piuttosto confuso. Somewhere Between, che è un adattamento della serie coreana God’s Gift: 14 Days, soffre di un continuo cambio di registro, oscillando fra il poliziesco, il dramma familiare e il fantasy. A dispetto della frase “non esistono le coincidenze, tutto è collegato”, pronunciata da una strana donna che profetizza a Laura l’imminente perdita della figlia, i vari elementi della storia faticano parecchio a legarsi fra di loro. E non aiuta il fatto che alcuni personaggi siano mal delineati e il cast disomogeneo. Mentre l’interpretazione della Patton è diretta e toccante, Devon Sawa (Nikita, Final Destination) non convince nel ruolo di Nico, l’investigatore privato che dovrebbe essere co-protagonista. E il personaggio di Serena, che come bambina è assolutamente insopportabile, rende difficile allo spettatore sviluppare una vera empatia.

Un aspetto interessante è che, a differenza di molte storie sui viaggi nel tempo, non venga fornita alcuna spiegazione scientifica o parascientifica di quanto succede a Laura. Speriamo quindi che Somewhere Between, anche se certo non sarà un capolavoro, ci offra qualche spunto originale su un tema già abbondantemente sfruttato.

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Aspirante sceneggiatrice, ha una dipendenza da popcorn e non sa vivere senza una tastiera. Nel tempo libero pratica il binge-watching e si rende impopolare snobbando Sorrentino. Estimatrice di fantasy e sci-fi e appassionata di cinema d'animazione, è portatrice sana di sindrome di Peter Pan.

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