Safe Neighborhood, diretto da Chris Peckover, è senza dubbio tra i titolo più interessanti visti in After Hours, sezione del Torino Film Festival dedicata ai prodotti di genere. La vicenda è quella di Luke (Levi Miller), un adolescente invaghitosi della sua babysitter (Olivia DeJonge). In assenza dei genitori, il tredicenne avrà la maniera di dimostrare il suo amore per la giovane in una maniera del tutto inusuale…

Chis Peckover, tornato alla regia sei anni dopo il suo Undocumented, sforna una pellicola ibrida dove i legami cinefili vengano poco alla volta sfilacciati, per poi essere ricuciti nella creazione di un gioiellino di intrattenimento. Basandosi su un mind game iniziale assolutamente riuscito proprio per la sua durata, il regista abbraccia non tanto gli stilemi quanto il citazionismo/omaggio dell’horror classico. Ci troviamo di fronte all’innocenza brutalizzata di Halloween, ai balzi telefonici di The Ring o Scream, alla maschera di Venerdì 13 e al canonico pericolo della casetta di provincia, o desolata, di tanti film precedenti, vedi The Strangers. La peculiarità di Safe Neghborhood sta nel fondere le fonti sopracitate con il bacino di prodotti a lieto fine. Assistiamo infatti a capisaldi della family comedy, in particolare quella natalizia come Mamma ho perso l’aereo, reinventati fino a diventare armi di distruzione di massa. Oppure a personaggi che si muovono all’interno della loro trappola più come danzatori/cantanti di musical che come manichini urlanti. C’è un profondo rispetto della regola di Cantando sotto la pioggia, pietra miliare del filone: usare tutto ciò che capita a tiro per costruire una coreografia mozzafiato.

Qualcuno potrebbe lamentare la mancanza di una regia al servizio del genere principe, l’horror, ma l’intenzione di Peckover sembra viaggiare su tutt’altro binario. Il lascito della tradizione orrorifica si riversa nell’imprevedibilità, nella tensione, nell’ansia, insomma nella gamma emotiva piuttosto che nella messa in scena più tradizionale. Safe Neighborhood fa proprie le insoddisfazioni adolescenziali: amore non ricambiato, vendetta scriteriata e trepidazione per le prime volte, e le cambia di segno, ossia le incanala in una bomba ad orologeria cui nessuno all’interno dell’abitazione è in grado di sfuggire.

70%
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Una pellicola ibrida dove i legami cinefili vengano poco alla volta sfilacciati, per poi essere ricuciti nella creazione di un gioiellino di intrattenimento.

  • Voto di Safe Neighbourhood
    7
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