Colleen M. (Harley Queen Smith) e Colleen C. (Lily-Rose Deep) sono due quindicenni, entrambe biondissime, entrambe Iphone e social addicted. Kevin Smith, creatore di Clerks, dirige Yoga Hosers, secondo capitolo della trilogia “True North”, avviata con Tusk nel 2014, trascinando con sé una grande accozzaglia di temi, spunti e generi. C’è una supposta critica all’Occidente: le due protagoniste incarnano le adolescenti del momento, svengono senza il cellulare con cui sono in continuo contatto social, e usano Instagram per scegliere in base al numero di like i vestiti da indossare alla festa trendy del momento. Le due (come recita il titolo) sono inoltre delle fissate dello Yoga, l’antica pratica orientale ridotta a mosse e concetti spicci nel mondo occidentale. C’è addirittura un nazista che si è ibernato e che ora nel XXI secolo non vuole più sterminare gli ebrei ma uccidere i critici e gli haters.

Gli spunti sono innumerevoli, ci sono i satanisti, le matrigne cattive e le canzoni pop da cantare a squarciagola. C’è una sequela di strani personaggi che intervengono e che dovrebbero divertire e impressionare (fra cui papà Johnny Deep nei panni dell’ispettore Guy Lapointe). Ci sono scene che rimandano al pulp e ci sono le arti marziali. C’è il teen horror, gli accenni di comico, gli accenni di thriller e gli accenni di grottesco. Il tutto raccontato con dialoghi e immagini che faticano a dare al film un minimo accenno di novità.

Il punto è che non si capisce davvero quali siano gli intenti del film. Questo non significa affatto che un’opera debba per forza rilasciare una chiara dichiarazione d’intenti, o che debba esprimere messaggi specifici, morali o non morali che siano. Ma qui alla base di tutto c’è solo una strana confusione. Yoga Hosers sembra voler essere un film che cerca la sua originalità in un certo tipo di follia che però non riesce a comunicare niente. Non diverte e non intrattiene e anche la trama pseudo horror di sottofondo non cattura e non stupisce, nonostante i cattivi bizzarri o le musiche accattivanti.

30%
30%

Yoga Hosers sembra voler essere un film che cerca la sua originalità in un certo tipo di follia che però non riesce a comunicare niente. Non diverte e non intrattiene.

  • Voto di Alice Catucci
    3
Share.

About Author

Comments are closed.