The Originals 4×01: la famiglia al primo posto

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Sono trascorsi cinque anni da quando la Famiglia Mikaelson non è più al comando di New Orleans. Dopo una lunga attesa The Originals è tornato, andando a riempire il posto vuoto nel cuore dei fan, lasciato dalla fine di The Vampire Diaries la scorsa settimana.

Mentre sabato scorso piangevo tutte le lacrime possibili e singhiozzavo ininterrottamente per la fine di The Vampire Diaries, pensavo che l’unica consolazione fosse il ritorno dei Mikaelson con The Originals. A ferita ancora aperta posso confermare che, effettivamente, il dolore è meno straziante, e l’addio più consolatorio del previsto.

Ci tengo a precisare un dato importante tra i due show: la componente temporale. Molti potrebbero, infatti, essere un po’ confusi dallo svolgimento dei fatti, soprattutto in relazione a qualche ipotetica introduzione di alcuni personaggi di The Vampire Diaries.

Per alcune stagioni, più precisamente fino alla terza, The OriginalsThe Vampire Diaries si sono svolte parallelamente, tanto da assistere anche con gioia ad alcuni crossover. Durante la terza stagione di The OriginalsTVD ha compiuto un salto temporale di tre anni, per cui i due show non si sono più svolti con una temporalità lineare. Adesso, con il salto in avanti di cinque anni, The Originals ha ripreso la stessa linea temporale di The Vampire Diaries, dato che la quarta stagione della serie combacia con gli eventi successivi alla fine di TVD.

Non a caso Julie Plec ha già preannunciato che in questa stagione vedremo Alaric. Sicuramente la sua apparizione sarà legata alla fondazione della Scuola per bambini speciali, a cui Klaus ha contribuito con un’ingente donazione. Per cui amici miei non disperate, continueremo ad avere notizie dei personaggi di The Vampire Diaries grazie a The Originals. In realtà nel finale di TVD alcune questioni sono rimaste in sospeso (come il futuro appena accennato di Caroline, Alaric, Bonnie); magari potranno essere approfondite nello show.

Tornando a noi, Gather Up the Killers ci mostra una New Orleans senza il controllo della mitica famiglia Mikaelson. Klaus, Elijah, Rebekah, Kol e Freya sono k.o. e l’unica che può salvarli è Hayley. Nel frattempo Marcel è tornato a governare la città, alleandosi con le streghe guidate da Vincent.

Un inizio abbastanza tranquillo per The Originals, che però già ci dà un assaggio delle numerose potenzialità di questa quarta stagione. La grande novità della stagione, però, è Hope Mikaelson, la figlioletta di Klaus e Hayley, ora cresciuta. La bambina nel corso dei cinque anni ha vissuto tranquillamente con la madre, lontano da ogni pericolo, anche se il suo più grande desiderio è sempre stato quello di conoscere la sua famiglia. Per tale motivo Hayley si è impegnata, in questi anni, a seguire le indicazioni di Freya. Solo dopo il suo risveglio, la strega avrebbe potuto curare i suoi fratelli.

Vediamo una Hayley più guerriera e combattente, non che prima non lo fosse, ma era comunque oscurata dalla potenza dei Mikaelson. Per cinque anni ha vissuto da sola, occupandosi di sua figlia, proteggendola dai nemici di Klaus. Diciamo che è uscita dal suo guscio, pronta a difendersi da sola, più forte di prima.

La sua determinazione la porta a raggiungere l’obiettivo prefissato e, dopo aver raccolto delle fiale contenente il sangue di sette branchi diversi, risveglia Freya. Quest’ultima non perde tempo e inizia subito l’incantesimo atto a salvare Elijah dal morso di Marcel. Il ritorno del nostro swish Elijah non poteva non essere un ritorno in gran stile. Egli, infatti, annuncia la sua presenza aiutando Hayley a uccidere un gruppo di nemici della Famiglia. Tanto amore per Swish Elijah.

In tutto questo, ahimé, percepiamo però la mancanza del the one and only Klaus. Il nostro King ci manca più di ogni altra cosa, e vederlo nelle condizioni in cui lo tiene prigioniero Marcel ci rattrista ancora di più. Insomma un sentimento misto a rabbia e tristezza. Marcel ha tirato fuori gli artigli, non dipende più da Klaus, in un certo senso è un vampiro libero; questo gli permette di poter sbeffeggiare Klaus, senza temere le possibili conseguenze.

Marcel elfo ops… vampiro libero, ma al tempo stesso sempre bisognoso di Klaus. Il vampiro, infatti, deve gestire un nuovo arrivato in città, tale Alistair Duquesne, in cerca di vendetta, perché ha perso la propria famiglia proprio a causa dell’Originale. Peccato che Marcel abbia scoperto che la discendenza di tutti i Mikaelson dipenda da Klaus. Alistair vuole il sangue del suo acerrimo nemico per poter rintracciare tutti i Mikaelson e ucciderli, ovviamente tra di essi c’è anche Rebekah, ma Marcel non è disposto a sacrificarla.

Per tale motivo Marcel stringe un patto con Klaus per potersi togliere di torno lo sconveniente Alistair. Alla fine dei giochi l’attuale sovrano di New Orleans riesce a ottenere ciò che vuole, dato che Klaus uccide Alistair. In questa puntata, permettetemi il paragone, Marcel mi è sembrato uno dei tanti imperatori romani, divertito nel vedere il suo gladiatore combattere contro un altro gladiatore. In questo caso il gladiatore sarebbe Klaus, trattato come merce solo per un proprio tornaconto.

È vero, alla fine Marcel ha comunque salvato Klaus dalla furia omicida di Alistair, ma non per magnanimità. Anzi, come ricompensa il vampiro decide di riportare Klaus nella prigionia mentale, impalettandolo con il pugnale di Papa Tunde.

L’azione non è assolutamente mancata nella season première di The Originals, e c’è già molta curiosità intorno alla nuova vicenda della quarta stagione, considerando soprattutto il mistero che avvolge i due bambini, Adam e Hope, intravisti in Gather Up the Killers. Cosa sarà mai il simbolo visto da Adam e disegnato da Hope? Perché Adam ha urlato terrorizzato? Che fine ha fatto?

Molte domande per cui già non vediamo l’ora di avere una risposta, o comunque saperne di più. Alla prossima settimana con la 4×02 di The Originals.

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About Author

Telefilm e Cinema addicted, è laureata in “Progettazione e Gestione di Eventi ed Imprese dell’Arte e dello Spettacolo” con una tesi che ripercorre le doti attoriali di Tom Hanks, evidenziando in particolare le sue sei interpretazioni in “Cloud Atlas”. Fa parte dello staff organizzativo del Florence Korea Film Fest e del Dragon Film Festival.

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